Lettera familiare della Casa sul Pozzo 98

Giugno 2023

Care Amiche ed Amici

Una buona e bella estate a tutte/i.

Dedico questa Lettera familiare a un evento vissuto dal 25 al 28 giugno che ha coinvolto la casa sul pozzo. È stato un incontro tra “gruppi sociali” dell’area clarettiana europea; in particolare riferita alla Provincia san Paolo (Paesi Baschi, Catalogna, Francia e Italia). In passato avevamo vissuto questo visitarci mutuo per conoscerci e trovare un filo narrante attuale e comune. Il covid ha bloccato per tre anni questa esperienza. Quello che abbiamo vissuto alla Casa sul Pozzo di Lecco ha segnato una ripresa.

Il lavoro si è raccolto nell’arco di quattro giorni comprensivi del viaggio di andata e ritorno dalla Spagna, Sul territorio ci siamo mossi per il complesso del Lavello per una preghiera del mattino, al centro Assalam di Chiuso, alla casa della Carità a Lecco con uno sguardo veloce ai due laboratori di tessitura e ceramica in via Cattaneo, sempre a Lecco.

L’ospitalità per la notte si è fatta viva presso famiglie disponibili. I pasti sono stati preparati e consumati alla casa sul pozzo. Mi è sembrato che queste due attenzioni siano state di notevole valore. Il martedì sera il coro diretto da Flora Anna Spreafico ci ha offerto una meditazione di alta qualità e bellezza. Io mi sarei aspettato più partecipazione soprattutto per questo evento.

Una informazione sul SOMI (Solidarietà e Missione) che è come un vestito per tutte le iniziative sociali del mondo clarettiano e tre domande per accompagnare il cammino: dove stianmo andando ? con quali strategie? con quali tempi? Hanno raccolto l’ultima attenzione.

Questo incontro ha dilatato le domande e le riflessioni che ci portiamo nel cuore. Non abbiamo ancora a disposizione il breve testo finale che invierò appena sarà disponibile.

Riporto ora la presdntazione fatta dalla presidente della Comunità di via Gaggio, Doretta Panzeri.

Doretta Panzeri, presidente della Comunità di via Gaggio DDV.

Ci auguriamo un buon lavoro “di squadra”, per metterci in sintonia e condividere il vivere di questo tempo, le responsabilità e le possibilità di futuro.

Personalmente ho conosciuto la Comunità di Via Gaggio nel corso dell’anno 2006 alla Casa sul pozzo; l’esperienza era in strada dal 1975, con tante facce nella memoria, con la resistenza di un cuore pensante.

Ho incontrato un laboratorio di vita abitato, vissuto e da vivere, dove la presenza clarettiana contempla il Mistero e crede nella vitalità del Segno del soffio sulla cenere,

per innestare fiducia,

per camminare nell’oggi di ogni quotidiano, abbracciando le domande che ci poniamo e le fragilità che ci riconosciamo come luce e risorsa,

per abitare insieme le distanze e costruire prossimità con una visione antropologica,

per dimorare con resilienza e attesa come infinito del verbo amare,

per accoglierci e custodirci senza appartenenze, nella continua ri-scoperta dei valori spirituali universali.

Leggo nella Comunità di Via Gaggio la prassi di un’esperienza nell’esperienza;

un’esperienza che spinge alla sinergia per un dialogo costante tra i Soggetti del Territorio, per la tutela delle generazioni che crescono, sempre più meticce, nell’abbraccio comunicativo di patrimoni culturali e Atti di Umanità,

sorretta dall’esperienza più ampia che porta in cuore l’eredità di un pezzo di storia di uomini e donne che si sono lasciati attraversare dal vivere la passione della ricerca e della cura del bene comune, che ci accompagna nell’inedito dei passi da compiere oggi.

Nel febbraio 2022 padre Angelo ha spinto la ri-fondazione dell’associazione; ha lasciato la presidenza rifiutando qualsiasi carica direttiva.

Nonostante non fossimo tra noi sconosciuti, peraltro già operativi da tempo in diverse mansioni di governo, abbiamo dovuto innanzitutto affrontare, io per prima, la fatica di immettersi in un nuovo processo di empatia, per accoglierci in profondità, per quello che siamo e per come siamo, senza riserve; per sentire preziosa la presenza dell’altro.

A distanza di poco più di un anno il rodaggio ha preso il passo;

la presenza clarettiana continua ad esserci come pensiero stimolante che accompagna e sostiene il processo.

Sopra ogni cosa ci accompagni il desiderio di vivere i valori della relazione nello stile familiare, senza formalismi, con stima reciproca tra tutti: soci, volontari, amici e simpatizzanti della Casa.

Nel giugno dello stesso 2022 la Comunità ha dovuto necessariamente adeguare con atto notarile lo statuto in base alla Riforma del Terzo Settore (Decreto Legislativo 117 del 3 luglio 2017) essendo associazione di volontariato senza scopo di lucro (no profit), già Onlus.

I soggetti che appartengono al Terzo settore sono le associazioni di volontariato, le cooperative sociali, le organizzazioni non governative, le associazioni sportive dilettantistiche, le imprese sociali, le società di mutuo soccorso, gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

La Riforma prevede che tutti questi soggetti devono risultare iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (in forma abbreviata RUNTS), che è diviso in sette sezioni.

Purtroppo non sono intervenute semplificazioni a supporto dell’operatività della nostra associazione; ogni iniziativa che prevede un profitto economico è da valutare con cura sia rispetto alla burocrazia che ne consegue sia rispetto al mantenimento delle agevolazioni fiscali previste per gli iscritti al Registro predetto.

L’associazione è composta da ventinove soci, sette dei quali compongono il Consiglio di Amministrazione, costituito da un presidente e legale rappresentante, Panzeri Doretta, due vice presidenti, Menaballi Renata e Togni Daniele, un tesoriere, Pelladoni Massimo, ed altri tre consiglieri, Colombo Giuseppe, Pizzardi Emanuela e Pozzi Lorenza.

L’assemblea dei soci è laboratorio di pensiero ed è l’ambito nel quale si discute ogni argomento della vita dell’associazione;

l’innovazione della ri-fondazione è che il Consiglio di Amministrazione si sta sperimentando come “faro” che intuisce le questioni per sviluppare idee e proposte da discutere nella collegialità dell’assemblea dei soci.

La vita dell’associazione è retta dal lavoro gratuito e dalla generosità di soci e volontari, dalla generosità di amici e simpatizzanti, dai finanziamenti di soggetti per progetti.

I soci e volontari operativi nelle diverse attività sono circa una settantina.

Per la cura degli spazi della casa ci avvaliamo della collaborazione di due persone per alcune ore al giorno, che sono dipendenti dell’associazione.

L’attività per la quale l’associazione sta investendo molte energie e risorse da diversi anni è quella dell’accompagnamento scolastico ed educativo di giovani stranieri, che abbiamo nominato “Crossing” e “Cpia”. A questi si aggiungono i ragazzi che vengono ospitati a vivere alla casa, che attualmente sono due.

I giovani di Crossing (residenti in Italia da diverso tempo) ed i giovani del Cpia (ultimi arrivati) sono accompagnati da due educatori, dipendenti dell’associazione, con il coordinamento di Pizzardi Emanuela in collaborazione con Menaballi Renata e Colombo Giuseppe.

L’innovazione di questa attività è che da questo ultimo anno scolastico (2022/2023) grazie al nuovo coordinamento l’associazione è promotrice del pensiero educativo che condivide con gli educatori per la sua realizzazione.

Ultima nota, ma di fondamentale importanza è l’aspetto economico, ricordando che siamo una realtà che non può mettere in atto primariamente attività di profitto, anche se avesse i numeri per farlo. Pertanto necessita sempre l’occhio vigile che al nostro tesoriere Massimo Pelladoni non manca.

Come accennavo sopra godiamo di qualche possibilità di finanziamenti per progetti, che comunque non soddisfano il bisogno nella sua completezza. Pertanto le iniziative pensate per i giovani, così come determinate altre spese vanno sempre molto calibrate e pensate prima di essere attuate.

I finanziamenti per i progetti dell’attività educativa di questo ultimo anno derivano dagli Ambiti del nostro Territorio.

Il valore alto di questa offerta nel quale crediamo è che lavorare in rete tra soggetti partner del Territorio e con gli Ambiti pubblici che lo guidano è opportunità e stimolo per la cura dell’inclusione sociale nell’oggi del Territorio e per generare possibilità di futuro.

P. JUAN MARTÍN ASKAITURRIETA, SUPERIORE PROVINCIALE, SALUTO

Buona sera. Vi saluto a tutti quelli che state facendo l’incontro a Lecco. Spero che sia un buon incontro e approfitto questo saluto per ringraziarvi per tutto quello che fate nei diversi luoghi per tantissime persone che vivono in situazioni molto difficili. Dietro ad ogni progetto sicuramente avete molti volti, molte storie di persone che trovano nelle nostre case uno spazio di accoglienza per guardare verso il futuro con maggiore speranza. È evidente che questo lavoro porta precisamente al cuore del Vangelo.

Insieme alle parole di ringraziamento vorrei anche chiedervi che tutto questo lavoro che fate possa essere nella nostra Provincia più visibile. Abbiamo una grande ricchezza in tutti questi progetti e sono sicuro che per molti ragazzi, giovani ed adulti possono essere motivo d’ispirazione. Perciò vorrei chiedervi che tutti insieme cerchiamo il modo perché questi progetti siano un punto di riferimento importante per tutti quelli che formiamo la famiglia Clarettiana nella nostra Provincia: Che in tutte le nostre comunità Clarettiane, nei centri educativi, nelle parrocchie… questi progetti siano conosciuti, visitati, riconosciuti.

E niente altro. Coraggio e avanti con tutto il buon lavoro che state facendo!

Che la figura di Claret, grande missionario che ha saputo guardare e riconoscere le sofferenze di suo tempo continui ad esservi di stimolo per guardare il tempo che stiamo vivendo con occhi credenti e per riconoscere le chiamate che Dio ci fa nella vita di tante persone che suonano alla nostra porta.

È tutto. Che concludiate bene l’incontro e abbiate un buon viaggio di ritorno.

Grazie a tutti per il vostro lavoro e arrivederci alla prossima

Cosa c’entra il riferimento al mondo claretiano?

Durante i lavori è stata riproposta molte volte la domanda di collocazione dei singoli progetti in riferimento al mondo clarettiano.  Io penso che il riferimento non sia in ordine alle proprietà o alla supervisione da parte del mondo clarettiano. Penso a qualcosa di molto creativo e potenzialmente incidente; siamo chiamati a inventare un modo più strutturato di condividere la scintilla creativa di Antonio Claret.

Ci viene chiesto dalla vita di inventare un segno che faciliti la comunicazione e il richiamo ad essere presenti nella vita degli uomini.

Elenco, per tornarci successivamente, alcuni elementi quali segni per questo nostro tempo. Negli anni 70 l’abbiamo colto nell’uscire da un luogo e da una vita tutelata e riconosciuta. Oggi che tutto quello che abbiamo mosso è diventato anche patrimonio dichiarato degli istituti (proviamo a leggere solo il documento del capitolo provinciale san Paolo) provo a dichiarare la successione dei segni; siamo chiamati alla compassione – alla misericordia; chiamati ad essere popolo; ad abitare e ad essere abitati dalla Parola. Chiamati ad incarnarci nelle varie culture degli uomini, a diventare meticci, ecumenici; ad essere un’Europa accogliente. Il settimo segno è pasquale: un catino, un po’ d’acqua, un asciugamano.

Questa azione ci chiede di liberarci dagli impacci dei vestiti, di coglierci nella nostra nudità, di servire alla bellezza dell’altro toccato nella sua quotidianità.

Dice anche che dobbiamo utilizzare mezzi poveri, semplici, presenti in ogni casa. 

Andare avanti

Riporto nel chiudere questa comunicazione quanto ha scritto Doretta Panzeri raccogliendo la posizione dell’associazione sul riferimento alla realtà clarettiana. Ritengo una posizione da approfondire e fare comune

Richiamando la domanda di Agustin rispetto agli elementi dell’identità clarettiana della realtà di Via Gaggio, come ci siamo già detti,

. la nascita dell’associazione non dipende dal Governo dell’istituto missionario clarettiano,

. i componenti dell’associazione non appartengono al Movimento dei laici clarettiani.

Siamo un gruppo di uomini e donne in cammino, che ci siamo incontrati sulla strada, ognuno con un dialogo interiore in atto, ognuno alla ricerca della parola che tocca le domande che sfidano le nostre certezze.

Sulla strada abbiamo incontrato una presenza religiosa, uomini e missionari clarettiani, compagni di viaggio, con lo sguardo in avanti, nel desiderio di sostenere processi di futuro, e resistere con/per la vita della gente.

Abbiamo incontrato una “guida”, aperta al servizio dell’umanità, senza distinzioni, con il cuore allargato alle questioni sociali; ne abbiamo condiviso il pensiero, che cerchiamo di tradurre nel laboratorio di vita – personale e collettiva – in continuo divenire.

Non esiste nessun legame di natura burocratica che vincola l’associazione all’istituto;

l’associazione ha fatto una scelta etica, dipesa da un incontro casuale.

Quali sono le connessioni per riconoscerci nella famiglia di ispirazione al carisma clarettiano?

Io recepisco come “anima” straordinaria del vissuto incalzante, travagliato e intenso, di Antonio Maria Claret l’agire nello spendersi instancabilmente per appianare i contrasti e generare “segni di comunione” nella storia sociale, politica e religiosa dell’umanità che ha incontrato, con una passione forte verso i poveri e i sofferenti.

Claret oggi dialoga con noi attraverso le persone consacrate che hanno scelto di vivere la missione del suo apostolato e che abbiamo avuto la fortuna di avvicinare.

Ci fermentano la stima vicendevole ed il desiderio di lavorare insieme, nella lettura e nella cura e tutela delle problematiche sociali che incontriamo sulla strada.

La relazione di fiducia tra le persone ci aiuta ad essere missionari e ad essere comunità indipendentemente dalle appartenenze.

01/07/2023. Doretta

Raccolgo ora in questa lunga lettera alcune altre informazioni.

Negli ultimi giorni di giugno abbiamo preso congedo da mons Maurizio Rolla, vicario episcopale per la nostra zona. Gli abbiamo inviato un augurio e riporto anche la sua gentile risposta.

29 giugno 2023

Carissimo don Maurizio

Desidero esprimerti personalmente e assieme a quanti frequentano la casa sul pozzo il grazie per la preziosa compagnia che hai vissuto con noi durante questo tempo. Noi ti custodiamo come un amico sempre disponibile. Ti seguiamo nel tuo nuovo servizio con affetto. Sai che le porte della casa sono sempre aperte e che il tuo passaggio è una benedizione. Un abbraccio. angelo

La risposta di don Maurizio

Grazie a te carissimo don Angelo!

La tua particolare sensibilità e attenzione verso ogni “altro e altra” è sempre promettente e ariosa e io ne ho goduto volentieri.

Ho imparato molto dalle persone che con te sono la Casa sul pozzo e sono contento che questa vostra “custodia e accompagnamento” continuino. L’abbraccio – con la stima – è ricambiato. dm 

In chiusura ritorno al tema dell’interrogarci, soci e volontari, su tutto questo e lo potremo fare certamente con la presenza di tutti dopo il periodo estivo.  

In questa logica va letto anche la proposta dell’incontro a Montesole e a Barbiana all’inizio di settembre.

Nella Lettera di fine luglio riferirò su Crossing anche nell’edizione estiva. I due giovani che vivono alla casa sono stati promossi e inizieranno con la ripresa scolastica i corsi serali presso il Fiocchi. In questo tempo sono accompagnati da volontari per arrivare preparati alla ripresa scolastica.  

Auguri ancora a tutti una buona estate pensando sempre a chi non se la può permettere.

Un abbraccio.

Angelo