Un muro per la memoria e le radici
Sono le fonti che aiutano a comprendere le vite, le scelte, le decisioni, le alleanze e gli incroci generati nel tempo.
Fonti che raccontano di donne e uomini che hanno reso radicale il loro e nostro cammino.
Bambini, donne e uomini con i quali abbiamo camminato alla ricerca di senso e di sostegno reciproco e che hanno già passato il fiume.
Città e territori che sono diventati incroci di storia e ci hanno provocato all’attenzione, all’intercessione.

 

 

 

 

RICORDARE?
E CHE COSA BISOGNA RICORDARE?


Fare e non solo ricordare, custodire, ma anche rielaborare, essenzializzare gli avvenimenti e la vita delle donne e degli uomini per coglierne il valore ultimo e trasformarlo in fondamento del nostro agire, in orientamento per i nostri giorni.
La comunità di via gaggio compie trent’anni.
Trent’anni di vissuto ma anche di dialoghi, pensieri, silenzi e decisioni prese con tante compagne e compagni. Ne è nato un patrimonio di senso e di volti che abbiamo voluto consegnare a tutti scrivendoli su un muro, parte viva di una costruzione che raccoglie e protegge.
La Casa sul pozzo vuole continuare a narrare il comportarci in un modo condiviso e ad essere casa competente in umanità.
La radice per molti di noi è nel comando lasciato da Gesù: fate questo in mia memoria. Gesto centrale nella vita, coniugato nei verbi raccontati dalle donne e dagli uomini di cui abbiamo scritto il nome: resistere, fare, condividere, perdonare, servire, immaginare, pensare, interiorizzare, morire, dare, sognare... e dal metodo di vita: dal basso e insieme.
Abbiamo custodito per primo i nomi, cioè le vite, dei tanti con i quali abbiamo condiviso i giorni, nella fatica e nella speranza. Siamo abitati da loro e ci sentiamo custoditi dal loro affetto e dalla luce nuova che ora i loro giorni hanno acquistato.
Abbiamo raccolto alcuni dei nomi che hanno dato fiducia alle nostre scelte attraverso il loro stile di vivere e con i quali abbiamo dichiarato sintonie.
Abbiamo fatto memoria di territori e città dove l’umanità è stata particolarmente violata, brutalizzata, annientata, perché questi fatti e luoghi richiedono non solo il non dimenticare, ma l’esigenza di una risposta collettiva di bene, la dichiarazione che la vita è più forte della morte. Dove ci sono stati uomini che non hanno visto, non hanno sentito, non hanno parlato, questo muro vuole ridare voce non solo per ieri, ma per oggi e per sempre.
Da qui un impegno all’educazione reciproca nonviolenta, all’accoglienza delle differenze, alla convivialità.
Alla costruzione di questa memoria invitiamo tutti.

Angelo Cupini

comunità di via gaggio onlus - 23900 Lecco - tel. 0341 421427 - part. iva 02337960138 - pozzo@comunitagaggio.it