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LA STRUTTURA
2 strumenti
Il Calendario con i mesi e le feste dei Santi; le feste delle varie confessioni religiose, gli eventi della pace; una scheda memoria del 2009.
Il Quaderno di approfondimento del tema
è così costruito:
- l’editoriale di Angelo Cupini, coordinatore del lavoro
- un racconto/riflessione di Angelo Villa, psicanalista
- i dodici mesi scanditi con queste rubriche
• Un racconto
Ha la funzione di stimolare la posizione personale che potrebbe essere così esplicitata: cosa è successo a me?
• Le mappe
Curate da Simona Corrado, religiosa, consulente per coppie e famiglie. Le mappe non sono una sicurezza ma possono offrire sicurezza; fanno esplorare gli ambiti, i contesti e le realtà nelle quali viviamo.
• La questione
Indica una posizione del tema; offre uno sguardo; l’esercizio è richiamare i propri sguardi e quelli delle persone con le quali viviamo.
• Sguardi dalla stiva
In gran parte sono stati scritti da Edo Lavelli, neuropsichiatra.
Sono gli sguardi di chi ha sperimentato soluzioni partendo dall’altra parte, quella della fragilità e delle minoranze.
• Focus
La sintesi brevissima in una frase da memorizzare.
• La Parola
Abbiamo scelto quella di Carlo Maria Martini dal libro, scritto assieme a Georg Sporschill, “Conversazioni notturne a Gerusalemme”, Mondadori, sul rischio della fede, che raccomandiamo vivamente ai lettori.
Martini ha messo nelle mani di tante generazioni la Bibbia ed ha educato a leggerla, meditarla, viverla come nutrimento quotidiano. La vita di Carlo Maria Martini è talmente tessuta con la Parola che, rispondendo alle questioni vitali di oggi, la fa intuire anche senza citarla esplicitamente.
La mappa dei mesi e le parole da investigare
Gennaio: abbiamo ricevuto
È necessario che vi sia una tradizione, perché non si nasce dal nulla. Si nasce in rapporto ad una storia. Se non c’è una tradizione si è nel vuoto. Se uno non sa chi è, da dove viene, non si costruisce da solo. Le parole: Tradizione, Testamento, Eredità.
Febbraio: la difficoltà a trasmettere
Si parla spesso ai nostri giorni di emergenza educativa, di crescenti difficoltà da parte delle persone adulte di trasmettere valori, orientamenti, prospettive di fede alle nuove generazioni. Cosa trasmettere, come trasmettere? Le parole: Maestro, Adulto.
Marzo: passaggi tra le generazioni
Trasmettere è passaggio generazionale: cosa implica per chi lascia il testimone? Cosa per chi lo prende o, quantomeno, dovrebbe prenderlo? Le parole: Generazione, Seconda Generazione, Apprendere.
Aprile: quando una generazione è vitale?
Quando sa ospitare e abitare la vita nel corpo, nell’anima e nello spirito, per attingere vitalità e saggezza dai pozzi profondi della miseria e della disperazione, della bellezza e dell’attesa. Come uscire dalla crisi, da dove partire? Le parole: Anziani, Immigrati, Donne.
Maggio: le appartenenze
Stare in mezzo è una delle sfide più pericolose per il proprio sé: è bene subito ascoltare dentro di sé le paure che emergono quando si sta in mezzo ad un conflitto. Le parole: Mediatore, Spiazzare.
Giugno: identità fisse... identità aperte...
L’identità fissa porta come conseguenza perversa l’identità omicida: gli altri devono essere eliminati perché diversi. L’identità aperta fa riconoscere gli altri non in base a ciò che hanno fatto, sono o fanno, bensì in funzione della grazia divina che hanno ricevuto, senza che alcuno possa pretendere di meritarla. Le parole: Diverso.
Luglio: morire per trasmettere
Morire implica un vivere e il vivere da stolto e folle (San Paolo) è marcire come il seme. È non guadagnarci. È difficile non produrre sofferenza altrui, anche col nobile scopo di fare del bene. Le parole: Sbadato, Badante.
Agosto: sporcarsi le mani con la storia
Vivere una prassi dal basso, con la gente, impegnati in un cambiamento pacifico, prendendo parola sulle vicende di cronaca perché attraverso questo ponte della parola possano entrare nella storia. Le parole: Legge, Ingiustizia.
Settembre: la storia siamo noi... tra memoria e desiderio
Rapporto tra continuità (tradizione) e cambiamento (rottura?), tra storia già fatta e storia da costruire. Come pensare la relazione tra il nuovo e l’ultimo? cioè di un futuro personalizzato. Le parole: Traduzione, Meticcio.
Ottobre: quale spazio per la speranza?
Cosa può renderla possibile, oggi? In qualche modo occorre tradire un po’ la tradizione. Dopo che ho tradotto la tradizione devo trovare una mia versione. Le parole: Utopia, Volare, Sogno.
Novembre: nei deserti della post-modernità le oasi di senso
Una lampada alla finestra, il cuore e la porta aperti. Le parole: Oasi, Minoranza.
Dicembre: un cuore pieno di nomi
In questo trapasso storico abbiamo più bisogno di essere fedeli e pazienti che protagonisti. Abbiamo più bisogno di essere credenti che sapienti. Abbiamo più bisogno di essere poveri che ricchi. Le parole: Consegna, Limiti.
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L'editore
Alla domanda “sappiamo stare al mondo?” che ha segnato il percorso del 2009 ne fa seguito un’altra non meno impegnativa che chiama a riconoscere quanto è stato messo nelle nostre vite e soprattutto come lo trasmettiamo.
Abbiamo appreso che solo abitando il tempo, evitando fughe nel passato e nell’ignoto, lavorando seriamente all’organizzazione dell’oggi possiamo dirci cittadini pensanti e competenti.
Il “calendario 2010” dei Missionari Clarettiani vuole accompagnare con discrezione familiare questo percorso.
Il tema di quest’anno è sull’educazione alla trasmissione generazionale, il problema riconosciuto è la crisi educativa. L’invito, anche attraverso questo strumento, è quello di mettere in moto un interrogativo: ci rivolgiamo a qualcuno che possa fare da mediazione con le questioni che stiamo attraversando, con quelle cose che ci fanno sperimentare di essere in bilico, di essere mancanti.
Questo interrogarci esige un rispondere che coniuga il diventare responsabili di sé di fronte agli altri; chi risponde si rende interlocutore di un messaggio, in prima persona, esponendosi.
Quando le risposte non riescono a comunicare qualcosa della vita e compare il silenzio o le cose (i figli chiedono e noi offriamo oggetti, o televisione, o fughe in altre cose), sta avvenendo un cortocircuito. Si va a cercare da un’altra parte una risposta alla nostra anima.
Questo è avvenuto sempre; ci sono dei tempi nei quali diventa più faticoso e urgente (da qui la fatica missionaria dei clarettiani nel realizzare e offrire questo strumento).
La citazione di un frammento di una lettera aperta di Fulvio Scaparro a Silvia Giacomoni autrice di “La Nuova Bibbia” Salani dice l’intensità di tale momento.
All’approssimarsi di ogni trasformazione, quando “non si è più” e “non si è ancora”, quando ci troviamo in mare aperto senza coste in vista e non possiamo contare su punti di riferimento attendibili, ci sentiamo inermi e indifesi, pronti a seguire chiunque ci prometta di riportarci in rotta, qualunque rotta. Sono questi i momenti decisivi della nostra esistenza. L’esito del viaggio dipenderà dalle nostre risorse interne, ma anche dall’incontro con altri che non approfittino della nostra debolezza e del nostro smarrimento, e ci aiutino a rimetterci in marcia nella direzione giusta.
C’è un testimone nella Bibbia che viene evocato come colui che ha attraversato un tempo, dei luoghi, dietro la fascinazione di una ricerca. Circa 1750 anni prima della nascita di Gesù un uomo chiamato Abramo, con la sua sposa chiamata Sara, si mise in viaggio in cerca di terra. Tutta la loro vita sarà dedicata a questo andare. Lo raccontano i capitoli dal 12 al 25 della Genesi. Abramo non ha lo statuto di primogenito nella sua comunità paterna, ma acquista lo statuto dello straniero, dell’immigrato che non può reclamare alcun diritto riguardo alla terra e all’eredità. Egli non parte per possedere, il possesso è per la discendenza (nel capitolo 23 della Genesi egli possiederà solo un’area sepolcrale).
… nella vicenda di Abramo anche lo spazio, così come il tempo, è lineare. Ad Abramo viene detto: “Va parti”. Ma partire per dove? Nessuno ti dice dove devi andare, non c’è nessun luogo al quale tu debba tornare o al quale tu debba approdare, tu semplicemente vai, e in questo senso è un nomadismo molto più radicale.
La partenza che non ha senso per Abramo, avviene perché si attui una promessa che coinvolga tutta l’umanità segnata dalla maledizione. Patriarca dei credenti ebrei, cristiani e musulmani; egli è anche l’eroe dell’ospitalità, del diritto d’asilo. (Massignon)
Ma per la Bibbia chi è Abramo?
Abramo è quello che, per la sua fede in Dio
e per il suo amore alla vita, si solleva contro ogni situazione
di ingiustizia e di maledizione, creata dagli uomini,
e che, per cambiare questa situazione,
è disposto a lasciare tutto, a cambiare il certo per l’incerto,
il sicuro per l’insicuro, il noto per l’ignoto,
il presente per il futuro.
(Mesters)
In questo profilo i tratti della nostra vocazione di donne e uomini
di questa stagione.
Autori
Abbiamo utilizzato testi di: Angelo Villa, Gianni Tognoni, Doretta Panzeri, Edo Lavelli, Carlo Azeglio Ciampi, Carlo Maria Martini, Tiziano Terzani, Carlo Molari, Alexander Langer, Loris Capovilla, Scuola di Barbiana, Giovanni Lindo Ferretti, Simona Corrado, Antonio Nanni, Enzo Bianchi, Etty Hillesum, Rubem Alves, Salvatore Natoli, Steve Jobs, Antonietta Potente, Dietrich Bonhoeffer, Daniel Marguerat, Marco Vincenzi, Letizia Colombo, George Bernard Shaw, Eduardo Galeano, Olivier Clement, Massimo Cacciari, Luigi Di Liegro, Angelo Cupini, Ryszard Kapuscinski, Elena Poniatowska, Alessandro Baricco, Suore della Divina Provvidenza, Michele Do, Lorenzo Tomai, Anastasio Ballestrero, Nelly Sachs, Pedro Casaldaliga, Francesco Rovinale, Sergio Quinzio, Gabriel Garcia Marquez, Andrea Pase.
Il Calendario, perché? A cosa serve?
Gianni Tognoni, ricercatore e segretario generale del Tribunale permanente dei popoli, ha reagito a queste domande.
Mi sembra che l’idea di un “calendario che genera” sia molto bella. È come rendere visibile ed obbligatorio - ma normale, nel quotidiano, al di là di quello che la cronaca dichiara evento - che il tempo è sempre e solo quello della creazione: non avendone più l’ingenuità o l’ottimismo o la certezza che tutto è buono. Al posto della ruah che genera ci siamo noi che la interpretiamo: ed è ben diverso.
Parole che dicano - esprimano - commentino il generare: ho provato a pensarle: sono tutte un po’ sinonimi, se si guarda bene: pace, giustizia, futuro, figli, comunità… Mi sembra bella l’idea di Massimo di far recitare la generazione da personaggi/iniziative… Purché ognuno/a di loro sia “specchio di futuro” (ricordo insieme del vedere per enigmi di Paolo, e del fare in modo tale che gli specchi siano abitati perché raccontino le storie capovolte, di Eduardo Galeano).
Calendario che “rappresenta” (come in uno spettacolo-mimo, o una liturgia,o una ri-adunata di amici-simboli-esperti-perché-profeta-di futuro generato attraverso cose, e non parole) che cosa è il generare.
Nel consegnare a quanti vorranno utilizzare questo strumento chiediamo, se lo trovano interessante, di farlo conoscere ad altre persone e di viverlo come metodo e come stile.
Il Calendario nasce ogni anno attraverso una gestazione collettiva; desidero ringraziare quanti contribuiscono in tanti modi a questa fatica gioiosa; li nomino: Angelo Villa: autore del racconto/studio iniziale e Gianni Tognoni che ha reagito alle nostre domande; Edoardo Lavelli che ha scritto molti testi di Sguardi dalla stiva e Simona Corrado che ha tracciato le mappe; Marco Vincenzi che ha messo a disposizione molti testi dal suo archivio; Maurizio Bevilacqua che ogni anno puntualmente ricostruisce e fa crescere le mappe delle feste cristiane, ebraiche, islamiche, buddiste, induiste, iraniane; Stella Buratti alla quale si deve la rivisitazione di tutti i testi; Mariangela Tentori che da sempre cura la grafica con squisita intelligenza; tanti altri che apportano frammenti di pensiero e di sguardo.
Le foto sono state messe a disposizione da: Chiara Spinelli, Giuditta Scola, Stefano Farina, Giovanni Valsecchi, Angelo Cupini.
Un augurio: che la lettura di questo strumento generi in ognuno il bene che ha offerto a noi organizzandolo e scrivendolo. Buon anno 2010.
Angelo Cupini per i Missionari Clarettiani
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Gianni Tognoni, segretario internazionale del Tribunale permanente dei popoli e Direttore del Consorzio Mario Negri Sud. È stato consulente OMS per la selezione dei farmaci essenziali, con missioni in diversi Paesi dell’America Latina, Medio Oriente, Africa. Ha pubblicato molti articoli e volumi ed è socio fondatore e membro del Comitato di redazione di riviste italiane di ricerca e divulgazione scientifica; è, inoltre, membro del Comitato editoriale di riviste internazionali di metodologia clinica, epidemiologica, ricerca clinicacardiovascolare. |
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