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LA QUESTIONE
In 20 anni la presenza dei minori stranieri in Italia è aumentata di 60 volte ed è raddoppiata nel corso dell’ultimo triennio. Questa velocità di crescita, che è la specificità della situazione italiana rispetto agli altri paesi europei nei quali è avvenuta in un arco di tempo più lungo, ha i suoi evidenti riflessi sulle capacità delle istituzioni di elaborare risposte efficaci.
Oggi nel territorio lecchese su un totale di circa 9.000 alunni delle scuole medie superiori, l’8% è costituito da giovani provenienti da altri paesi del mondo. Una parte consistente degli alunni stranieri ha difficoltà a proseguire gli studi dopo la terza media; ricerche a livello locale mostrano tassi elevati d’abbandono dopo il primo anno di scuola superiore, numerosi “scivolamenti” verso il basso e un addensamento delle presenze nei percorsi di formazione brevi e meno esigenti. Altre difficoltà si riscontrano sul piano sociale dove alcuni trovano solo possibilità di integrarsi in negativo, un’aggregazione condizionata dall’esclusione o basata sulla sola appartenenza etnica. Molto serio pensare al lavoro futuro.
L’OPZIONE
La comunità di via gaggio dal 2005 ha deciso d’accompagnare le storie di alcuni ragazzi d’immigrazione nel loro percorso di apprendimento. Alcuni pomeriggi della settimana i ragazzi si trovano alla Casa sul Pozzo nel quartiere di Chiuso/lecco, per incontrarsi con i coetanei italiani e con persone che li aiutano nel difficile compito d’integrare la loro doppia appartenenza. Complessivamente più di cinquanta adolescenti si sono alternati su quattro giorni di apertura delle attività, numerose e articolate:
- laboratorio di sostegno scolastico,
- laboratorio teatrale che ha utilizzato le tecniche
del Teatro dell’Oppresso,
- laboratorio di cucina etnica,
- laboratorio redazionale.
Per realizzare il progetto si sono stabiliti rapporti con il Servizio minori del Comune di Lecco, il Centro di Aggregazione il Parchetto, l’Istituto Bertacchi, l’Associazione Alfa, il Coe. I risultati sono andati oltre gli obiettivi sperati.
I PROBLEMI PIÙ SCOTTANTI
I giovani immigrati si trovano a dover elaborare la frattura tra una prima vita nel paese di origine ed una successiva nel paese di accoglienza; ad affrontare la separazione dalle figure significative dell’infanzia, dagli amici, e ricostruire i legami con i genitori che spesso non conoscono e con il gruppo dei pari del nuovo paese così diverso per stili di vita ed esperienza. Sono carenti spesso di figure significative di riferimento.
IL FUTURO DEL TERRITORIO
Questi adolescenti entrano a far parte del futuro del nostro territorio. La loro presenza nei prossimi cinque/dieci anni, ormai maggiorenni, esprimerà un nuovo modello di cittadinanza. Saranno cittadini italiani, ma come saranno nei riguardi del nostro modello culturale e come saremo noi nei loro riguardi? Questo futuro ci costringe a cambiare nostro malgrado. Ci ritroviamo a pensarci come stranieri, anche se non stiamo viaggiando, perché è la realtà intorno a noi che sta cambiando velocemente. Basta muoversi per le strade, salire sugli autobus, sedersi a un tavolino per una pizza per incontrare visi, linguaggi, movenze, abbigliamenti che non ci rispecchiano. Dobbiamo, come tocca a questi ragazzi che vengono a vivere qui, integrarci cioè rinunciare ad una parte della nostra identità per accogliere la differenza, perché questo è il senso della nostra storia attuale che ci fa assistere ad una contaminazione delle genti a cui non eravamo affatto preparati.
LE SFIDE
La sfida che lancia un’umanità multiculturale è grande ed i modelli politici e culturali finora elaborati segnano il passo ed è difficile andare a colpo sicuro. Forse avere come compagni di viaggio questi adolescenti, oggi è una fortuna, per le soluzioni che troveranno per armonizzare, far dialogare le loro diverse appartenenze; queste soluzioni potranno diventare indicatori di percorsi possibili.
LA PROPOSTA
Aprire luoghi di sperimentazione sociale dove si possa avviare un processo di decostruzione delle identità rigide per ritrovare, al di là delle appartenenze etniche o religiose, le persone, portatrici di molte identità.
Sviluppare percorsi sperimentati di fermentazione reciproca sia nel pensiero che nella prassi, che nell’acquisizione di modelli che valorizzino la convivialità delle diversità. La Casa sul Pozzo vuole essere questo luogo che affonda nelle radici e nella prassi nonviolenta dell’associazione comunità di via gaggio, con un metodo delle risorse e delle persone improntate al dialogo ed all’ascolto.
COME SI SVILUPPERÀ
Dal 4 ottobre 2006 a giugno 2007. Percorsi di integrazione nel periodo estivo. Quattro appuntamenti settimanali (dal martedì al venerdì). Un gruppo di adolescenti immigrati (oltre 25). Due classi dell’Istituto Bertacchi in stage. Un gruppo di insegnanti, animatori e volontari. Nella Casa sul Pozzo a Chiuso e in momenti fuori sede nella Casa Beneficio a Introzzo. Su: sostegno scolastico (lingua italiana e materie scolastiche) - animazione teatrale - socializzazione - attività di focus group su temi di interesse per gli adolescenti - attività di osservazione, redazione e documentazione sul processo con gli studenti in stage.
I costi. Il progetto per il 2006/07 costerà alla comunità di via gaggio 40.000 e. Per acquistare libri e strumenti didattici (computer, attrezzature multimediali) - per il lavoro degli educatori e dei facilitatori - per le iniziative culturali e artistiche - per le spese di gestione della casa (riscaldamento, luce, cibo) - per le emergenze.
COSA CHIEDIAMO
Una collaborazione: per insegnare, animare, curare gli spazi.
Un aiuto per sostenere i costi.
COME FARE
Con versamento su c/c postale
n° 12267225 Causale “Crossing”.
Con versamenti su c/c bancario
n° 108107 di Banca Etica - ABI 05018 - CAB 01600 - CIN N;
su c/c bancario n° 5090/3 di Banca Lecchese
ABI 05015 - CAB 22900
presso sede di Lecco piazza Manzoni angolo via Visconti.
Con il 5x1000 nella dichiarazione dei redditi:
comunità di via gaggio onlus - codice fiscale 83008260131.
INFORMAZIONI
Tramite la pubblicazione quadrimestrale Percorsi;
Presso lo Studio Corno: tel. 039 570418/039 57678 studiocorno.giulio@iol.it
CONTATTI
Per informazioni sul progetto e collaborazioni alla realizzazione:
Orietta Ripamonti cell. 339 8498663 - orietta.ripa@libero.it
Per collaborazioni finanziarie:
Daniele Togni cell. 335 229152 - daniele@comunitagaggio.it
La Casa sul Pozzo, corso Bergamo 69, tel. 0341 421427
Angelo Cupini cell. 3285796886 - acupini@libero.it
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