Progetto via gaggio onlus
Borse lavoro estive: percorsi di avvicinamento al lavoro

Durante l’estate 2011 la comunità di via Gaggio Onlus ha realizzato, all’interno del progetto Crossing, l’iniziativa “Borse lavoro estive, percorsi di avvicinamento al lavoro”.
Giunto alla sua quarta edizione, il progetto si pone l’obiettivo di coinvolgere alcuni ragazzi d’immigrazione in stage lavorativi estivi che costituiscano delle esperienze lavorative protette e tutelate.
Tali esperienze pensano il contesto lavorativo come luogo particolarmente significativo nel processo di crescita. In questa sperimentazione l'esperienza lavorativa è infatti uno strumento educativo che aiuta il ragazzo a sentirsi competente, fornendogli la speranza di un’evoluzione positiva verso lo status adulto. I ragazzi si assumono  le proprie responsabilità all’interno di un legame sociale riconosciuto, oltre ad avere un'opportunità di guadagno a sostegno di situazioni famigliari economicamente deboli.
In particolare nel 2011 attraverso la Comunità di Via Gaggio sono stati realizzati complessivamente 37 tirocini, che hanno coinvolto ragazzi in età compresa tra i 16 e 20 anni provenienti da 13 diversi Paesi.
Offrire questa opportunità ha richiesto alla Casa la copertura di una serie di costi:

  • Erogazione borse lavoro ai ragazzi coinvolti
  • Costi assicurativi, visite mediche ed altre prescrizioni
  • Retribuzione degli operatori della comunità che hanno accompagnato i ragazzi durante l’esperienza.

Le esperienze sono state infatti presidiate per tutta la loro durata da tutor interni all’associazione, con la realizzazione di:

  • momenti formativi iniziali, legati all'analisi dell'immaginario e delle aspettative che i ragazzi nutrivano rispetto al tema del lavoro, alla definizione del contratto e dei compiti che sarebbero stati chiamati a svolgere;
  • momenti di verifica in itinere che consentissero di affrontare, attraverso un lavoro di gruppo, le diverse problematiche sorte durante l'esperienza;
  • momenti finali di valutazione dell’esperienza con i ragazzi stessi, realizzati sia in contesto di gruppo che individuale.

Le esperienze di tirocinio estivo sono state pensate secondo due diversi percorsi:

  • Tirocini tradizionali, che hanno previsto l’inserimento del singolo ragazzo in enti di utilità sociale (cooperative sociali, associazioni) o in realtà del mondo imprenditoriale (piccolo commercio e  mondo dell’artigianato) del territorio.

La scelta dell’ente ospitante è stata guidata da un lato dal mantenimento di una continuità con il percorso scolastico del ragazzo, dall’altro dalla ricerca di contesti non eccessivamente ampi e dispersivi, che garantissero al tirocinante un adeguato accompagnamento.

  • Laboratori di piccola imprenditorialità, pensati come contesti ad hoc per adolescenti, caratterizzati da una dimensione gruppale e dalla presenza costante di uno o più educatori, già conosciuti dai ragazzi. Questi due aspetti hanno favorito la creazione di un “contesto protetto”: si è reso così possibile l’inserimento di ragazzi più fragili, che avrebbero potuto non essere pronti a misurarsi in altri tipi di realtà.

In particolare questi i laboratori attivati:

Attività di noleggio e riparazione biciclette
Con la supervisione di un tutor un gruppo di 10 ragazzi ha realizzato una banca dati per la promozione dell'attività, si è occupato di organizzare la parte amministrativa e di ricercare e formulare degli itinerari ciclabili da proporre all'utenza.
Da giugno a settembre si è realizzata l'attività di noleggio, inizialmente presso la sede della Casa sul Pozzo e poi, a partire da agosto, con una postazione in centro città presso la località La Piccola. Interessante l'impegno dei ragazzi dimostrato in questa attività e la professionalità con cui si sono relazionati con l’utenza, per lo più turisti stranieri.
Sempre all’interno del laboratorio è stata poi organizzata l'iniziativa “Bici avventura”, una proposta di itinerari cicloturistici in Valtellina rivolta alle famiglie. I ragazzi si sono fatti carico di guidare il gruppo di famiglie e di intrattenere i bambini, lasciando così liberi i genitori di godere della gita.
Infine, l’esperienza ha previsto che 3 ragazzi del gruppo fossero impegnati nella riparazione e nella manutenzione delle biciclette adibite a noleggio e di quelle portate dall’utenza privata.

Laboratorio di ristorazione
La collaborazione con l’agriturismo “Il Ronco“ di Garlate ha permesso a 5 ragazzi di seguire la produzione/coltivazione degli alimenti e la loro preparazione, sotto la guida di una cuoca professionista.
Durante il mese di luglio il laboratorio di ristorazione ha realizzato 4 cene-evento presso la Casa sul Pozzo decidendo il menù, cucinando e servendo gli ospiti.

Laboratorio di manutenzione
Accompagnati da un professionista, 5 ragazzi hanno imbiancato gli spazi della Casa sul Pozzo, riparato gli infissi e sistemato le zone esterne.

Partecipazione alla manifestazione “E pensare che eri Piccola” 
[Lecco, 23-27 Luglio 2011]
Questa esperienza, che ha coinvolto 4 ragazzi, ha previsto l’allestimento e il presidio di uno stand adibito alla vendita di bevande e alimenti durante l’intera durata della manifestazione.
I ragazzi sono stai inoltre coinvolti nella fase di rifornimento e nella preparazione di alcuni alimenti.

Diapason Outlet
Questo laboratorio ha impegnato tra giugno e luglio un gruppo di 5 ragazzi nella realizzazione e vendita di oggetti in ceramica, sotto la guida di un ceramista professionista e la supervisione di educatori della Casa.

L’ incontro/scontro con la realtà che tutte queste esperienze hanno reso possibile ha avuto effetti significativi, a diversi livelli:

  • in primis sui ragazzi stessi.

Lo sperimentarsi in un contesto nuovo, adulto, caratterizzato da regole sue proprie, come quello del mondo del lavoro, ha infatti consentito loro di arricchire, integrare e anche modificare la propria rappresentazione di sé.
Illuminante a tale proposito l’affermazione di un ragazzo: “Spesso il mio pensiero è troppo”. Nella sua scorrettezza grammaticale, questa espressione riesce a mostrare in modo intenso un bisogno centrale: quello di avere nuovi dati, nuove informazioni per costruire la propria idea su di sé, dati che possano andare oltre insuccessi scolastici e difficoltà linguistiche e che si poggino invece sul vedere se stessi in azione.
Perché il cambiamento sia possibile è necessario poi un altro tassello, cioè l’accompagnamento del ragazzo dall’azione al pensiero su quell’azione, processo in cui diventano centrali due figure: da un lato il tutor interno all’associazione, dall’altro il tutor aziendale. Questo processo ha significato in alcuni casi un importante rinforzo ad un’autostima ancora fragile, e ha stimolato una nuova motivazione nel proseguimento del proprio percorso scolastico; in altri casi invece lo sperimentarsi nel tirocinio ha facilitato una presa di consapevolezza rispetto a propri limiti non ancora riconosciuti.

  • in secondo luogo sul mondo adulto.

In alcuni casi infatti il tirocinio ha facilitato non solo un’apertura dei ragazzi al mondo adulto, ma anche un’apertura del mondo adulto ai ragazzi. La sollecitudine, la disponibilità al confronto, il desiderio di capire e sapere di più sul ragazzo accolto manifestata dalla gran parte dei tutor ospitanti ha reso evidente questa apertura.
Inoltre, riteniamo che tutte le attività realizzate abbiano contribuito a migliorare il rapporto fra questi ragazzi e la comunità locale, offrendo a quest'ultima l'opportunità di conoscerli e di viverli come risorse significative.

  • infine l’esperienza ha offerto agli stessi operatori la possibilità di aprire sguardi nuovi sul ragazzo, osservato in un contesto diverso e da occhi diversi, non familiari e non “professionali”. Questo ha reso possibile la messa in evidenza a volte di risorse non ancora emerse, a volte di fragilità fino a quel momento solo intuite.

I rimandi sull’esperienza da parte dei ragazzi coinvolti sono stati nel complesso molto positivi: la soddisfazione è stata associata alle nuove competenze acquisite, al compenso economico, alle relazioni instaurate con superiori e colleghi, alla possibilità di sperimentarsi in luoghi e contesti nuovi.
Riteniamo quindi che il progetto abbia raggiunto i risultati prefissati sia per quanto riguarda la valorizzazione della capacità progettuali e manuali dei ragazzi d'immigrazione sia per quanto concerne la possibilità, là dove si creino le condizioni, di diventare risorse importanti per la comunità locale.

 
 
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