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Percorsi di integrazione per adolescenti immigrati e adolescenti italiani

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Crossing: numeri, funzionamento, operatori, volontari, borse lavoro

Crossing è giunto al suo quinto anno, accompagnando 102 ragazzi e ragazze provenienti da diverse parti del mondo, ponendo attenzione alla crescita di ognuno di loro.
L'idea di porre delle condizioni di base affinché un gruppo (ampio) di adolescenti possa raccontarsi rispetto la nuova dimensione che sta vivendo, l'espressione di una nuova cittadinanza, dice di un progetto complesso che si pone l'obiettivo di accompagnare alcuni ragazzi nel proprio percorso del "diventare grandi", nell'esprimere un minimo di verità personale.
L'ingresso è unico ed è uguale per tutti, l'uscita è unica e per tutti diversa; ad ognuno la propria via e la propria posizione.
L'integrazione parte dalla costruzione di relazioni nel qui ed ora, tenendo conto del proprio passato (da dove vengo) e della propria storia (quale eredità mi porto), ma non fermandosi ad essa - chi sarò domani?

30 sono i paesi che hanno dato origine alla storia di ciascuno dei ragazzi che hanno attraversato il mondo e sono giunti a Crossing, suddivisibili per sintesi nelle seguenti aree geografiche: 45 ragazzi provenienti dall'Africa centrale (Costa d'Avorio, Burkina Faso, Se­negal, Camerun, Benin, Etiopia, Ghana, Nigeria, Sierra Leone), 13 provenienti dal nord Africa (Marocco, Tunisia, Egitto), 15 dal­l'America latina (Bolivia, Perù, Equador, Santo Domingo), 11 dall'area balcanica (Albania, Macedonia, Kosovo, Turchia), 7 dal­l'Europa centro-orientale (Moldavia, Ucraina, Polonia), 6 dall'area medio-orientale (Libano, Iran, Pakistan, Bangladesh, Filippine).
Oltre all'attività di sostegno allo studio che si realizza quotidianamente grazie all'apporto ed alla passione espressa da 37 volontari (insegnanti, professionisti, pensionati, studenti), di­ver­si sono i momenti di discussione, riflessione e condivisione fra adolescenti e adulti, a partire da spunti tematici differenti: la condizione d'immigrato, il futuro nella e della città, le prospettive lavorative, il bisogno di parola.
La maggior parte dei ragazzi che partecipano a Crossing - non vi è un obbligo di adesione ma una scelta responsabile che vuole diventare sempre più consapevole - ha un'età compresa fra 16 e 19 anni, nella maggior parte dei casi l'età anagrafica non corrisponde alla classe di studio frequentata (la maggioranza degli adolescenti frequenta l'EDA, la classe prima e seconda della scuola secondaria di secondo grado).
Le scuole frequentate sono 17: Centro Territoriale Permanente per l'istruzione e la formazione degli adulti - Eda, Istituti Statali d'Istruzione Superiore, Istituti Professionali, Istituti Tecnici, Centri di Formazione Professionale, Licei.

L'esperienza d'incontro con questi ragazzi maturata in questi anni ha messo in luce come un numero crescente di loro porta significative fragilità nella costruzione del sè e delle difficoltà nel raggiungimento dei compiti evolutivi. Abbiamo riscontrato che questo disagio si accompagna spesso alla mancanza di riferimenti educativi. La preoccupazione che questo smarrimento e disagio conduca a comportamenti di abuso fra l'autodistruzione e la violenza verso altri ci ha spinto ad aprire altri ambiti di lavoro educativo con loro:

• "gruppi di parola": incontri periodici di discussione a tema con­dotti da due terapeuti per 5 gruppi di circa 7/8 adolescenti. Questo dispositivo si configura come luogo protetto e intimo in cui prendere parola su questioni che toccano i loro vissuti sia rispetto all'esperienza migratoria che a quella adolescenziale.

• "accompagnamento terapeutico individuale": a partire da una domanda individuale di aiuto c'è una presa in carico da parte di un terapeuta che offre al ragazzo un accompagnamento terapeutico nell'elaborazione dell'esperienza di disagio.

• "progetti individualizzati": la realizzazione di un accompagnamento educativo personalizzato che utilizzi i diversi dispositivi educativi del progetto; quello di aiuto- scolastico, quello relazionale, quello d'inclusione sociale e quello terapeutico in modo integrato al fine di costruire per ogni ragazzo una risposta più aderente al proprio bisogno.

La realizzazione di questi ambiti d'intervento è stata possibile grazie alla collaborazione di alcuni studenti dell'associazione "Jonas Onlus - Centro di clinica psicoanalitica per i Nuovi Sin­to­mi" di Como.

 
 
 
Le borse lavoro
Gli stage si sono svolti:
• Cooperativa Mondo Equo
• Favale Aimone
• Mensa Istituti Riuniti
Airoldi e Muzzi onlus
• Anteas
• Botti s.n.c.
• Datanet Farma s.r.l.
• F.lli Greppi
• Les Cultures - Oratorio di Pontida
• Coop. Soc. Padre Daniele Badiali
• Farmacia San Girolamo
• Casa San Girolamo
• Agriturismo Il Ronco
Com'è organizzato Crossing
L'immagine raffigura le quattro aree d'intervento in cui è articolato il progetto.
La formazione assume un ruolo cen­trale in quanto connettore degli interventi e luogo di sintesi delle competenze.

Per ogni area vengono illustrati i bisogni/problematiche che si incontrano.
L'area della risposta dovrebbe risultare dalla sintesi delle tre aree d'intervento.

L'intervento clinico ad oggi si rivolge ai singoli ragazzi e ai gruppi a tema.
In futuro potrà interessare anche la famiglia.

L'area dell'apprendimento sempre più si connoterà attraverso dei progetti che andranno ad aprire con la scuola delle sperimentazioni didattiche capaci di sedimentare un metodo di lavoro condiviso. In questo senso il percorso sui testi facilitati in via di realizzazione con l'Istituto Parini e la rielaborazione dei laboratori di simulazione d'impresa comedidattica d'apprendimento concreto ne costituiscono il primo esempio.

Lo schema riconsegna la complessità dell'intervento educativo chesi rivolge sia ai singoli con proposte di percorsi educativi individualizzati sia al gruppo con attività educative collettive e di sistema.
 

I volontari
Si è ampliato il numero con la presenza di ragazzi italiani delle scuole superiori che vengono a La Casa sul Pozzo per offrire un aiuto scolastico. La qualità della loro partecipazione è cresciuta sia in termini di tempo che di attenzione educativa complessiva ai ra­gazzi e alle tematiche legate ai processi migratori.

Per i volontari adulti sono state attivate 2 iniziative:
• un ciclo di seminari in autogestione, mensili
Una domenica al mese un gruppo composto da operatori, volontari, soci si incontra per discutere 2 relazioni di carattere psicologico o socio-culturale sui temi dell'immigrazione, preparate a turno dai partecipanti al seminario. L'intenzione è creare un dispositivo di autoformazione e aggiornamento che permetta la messa in circolo di competenze diverse in modo da migliorare il livello d'intervento nella prassi quotidiana.

• momenti assembleari mensili
Durante i quali tutti i soggetti coinvolti nel progetto, operatori, soci, volontari, possono ritrovarsi per dei momenti di verifica delle attività. L'obiettivo di questi incontri è quello di rendere più partecipate le decisioni e le problematiche che emergono nella prassi quotidiana e di aumentare la consapevolezza della com­plessità dell'intervento rispetto a una visione parziale legata al proprio operare.

Un gruppo più piccolo di volontarie si è incontrato sistematicamente con le donne di immigrazione attraverso i corsi di cucina base italiana, arabo, taglio e cucito.
Un altro gruppo ha cura degli eventi de La Casa sul Pozzo, in modo particolare quelli legati alla cucina.

 

Azioni di inclusione sociale
Diverse sono state le occasioni d'incontro dei ragazzi di Cros­sing con il territorio; ne citiamo alcune:
• con la Ciclofficina, manifestazioni cittadine legate alla mobilità sostenibile in particolare al Pie­di­bus di Lecco
• gestione dei chioschi dello Stadio di Lecco
• i percussionisti e i ballerini in varie iniziative pubbliche: marcia della pace a gennaio con QuasiteatrO, sul tema dell'acqua e della cura del creato; manifestazione migranti l'1 marzo
• Lavoro liquido, forum teatrale a Passirana con QuasiteatrO
• Rosarno Happening
• Giù le mani, forum su la violenza sulle donne, con QuasiteatrO al Palladium
• veglia nel 30° anniversario del martirio di Oscar Romero
• cena etnica a Segrate per raccolta fondi borse lavoro
• cena "Aspettando la primavera" per raccolta fondi borse lavoro
• seminari Voicelab con il Crams
• Cambioarmadio, in collaborazione con Ipsia e Centopassi per lo scambio di beni di uso personale. Scambio giocattoli.
• Crossing pollice verde: con gli adulti del quartiere di Chiuso per la cura dell'Orto dei semplici e delle verdure.

Molte delle iniziative sono nate in collaborazione con altri soggetti del territorio che si sono riconosciuti nell'operare dell'As­sociazione. Quest'azione ha reso La Casa sul Pozzo un luogo sempre più riconosciuto di sperimentazione sociale dove le tematiche della nuova cittadinanza e del "bene comune" possono trovare dimora; si ritrovano normalmente le associazioni: Alfa, Raccontiamo l'adozione, Pax Christi.

 
comunità di via gaggio onlus - 23900 Lecco - tel. 0341 421427 - part. iva 02337960138 - pozzo@comunitagaggio.it
 
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