aprile 2015

 



A cura di Angelo Cupini

Lettera familiare
da La Casa sul Pozzo


 
 
   


Lettera familiare da La Casa sul Pozzo
14 maggio 2015

Cari Amici,
raccolgo il mese di aprile scorso con l’intenso mistero vissuto nella settimana autentica e nelle celebrazioni che ci hanno raccolto in gran numero. Il lunedì dell’Angelo a Vicenza abbiamo preso congedo dalle spoglie della mamma
di Marco Vincenzi con una celebrazione intensamente religiosa e umana
e un pranzo in casa di Marco con le tre famiglie dei fratelli.
Uno degli impegni che ha attraversato tutto il mese è stato la collaborazione alla progettazione del convegno che si terrà a Roma il 15/16 maggio prossimi dal titolo Il servo del Signore e l’umanità degli uomini. Ci siamo trovati
a Bologna nella redazione de Il Regno con Gianfranco Brunelli, Massimo Campedelli, Romano Prodi, Marco Vincenzi e a Mantova. Dell’evento vi darò una rendicontazione. Dell’associazione vi prende parte Giuseppe Colombo
e altri amici/che da varie parti d’Italia.
È tradizione la richiesta di ospitare e animare delle giornate con i ragazzi della prima comunione o della cresima: in questi due mesi abbiamo avuto i ragazzi di Ballabio, di Malgrate, di Segrate e di Chiuso Maggianico. È un’esperienza notevole per l’impegno corale che mette in movimento.
Quattro giorni a Trieste, in aprile, per me e Roberto per il 4x4 dei missionari clarettiani. Al rientro mi sento di condividere con i confratelli dei pensieri
che riporto: prima di chiudere questa giornata desidero ringraziare tutti
per la fraternità di questo 4x4, per lo splendido lavoro di questa mattina (grazie a Renato che ha fatto centro). Credo che tutti abbiamo bisogno
di immergerci in una comprensione del dove viviamo; per fare questo abbiamo bisogno di una illuminazione esistenziale, di un prendere parola ascoltandoci. Mi auguro che il prossimo 4x4 ad Altamura ci permetta
di raccogliere non pensieri generici. Sono stati utili anche gli interventi
del mercoledì sera. Quello che vedo e sento vitali è il dirci ognuno cosa pensa, come possiamo affrontare questa nuova stagione, con l’età che ognuno ha, riconoscendo capacità e offrendoci tolleranza. Quattro giorni insieme costituiscono la crescita di un patrimonio di vita notevoli. Per favore pensiamo al dialogo con i laici con i quali stiamo condividendo il carisma clarettiano
.

Un altro evento importante per l’Associazione, attraverso la Bottega del telaio, è l’essere stati invitati ad esporre a la Koiné (una Fiera internazionale che si
è svolta a Vicenza dal 18 al 21 aprile). A cinquant’anni dalla conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II, Koiné Ricerca è tornato ad affrontare il tema dei paramenti liturgici attraverso una mostra dedicata alla casula. La Bottega del Telaio è stata invitata ad esporre 6 casule selezionate dagli organizzatori. Quattro sono state esposte nella Fiera e due hanno trovato ospitalità
nel Museo Diocesano di Vicenza dove l’esposizione ha inteso evidenziare
la continuità fra la ricerca preconciliare sui paramenti e le elaborazioni contemporanee. Le casule sono state progettate da Agnese Pecorari.

I morti nel Mediterraneo ci attraversano nella crudezza. Decidiamo di parlarne tra noi e di caricarci di queste morti: Realizziamo un volantino che invita
a riprendere i gesti della commozione e i pensieri più diffusi sostenuti
dalla dichiarazione di papa Francesco: "Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore: affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre. Cercano una vita migliore. Cercavano la felicità" Papa Francesco 19 aprile 2015.

Il 7 maggio viviamo un momento di intensità straordinaria: uno dei morti
nel Mediterraneo è il fratello del nostro Ibrahim che ci parla di lui, dei suoi sogni, delle sue parole, degli affetti e dei figli che lascia piccoli. Così anche
le migliaia di morti nel Nepal ci mettono con le spalle al muro e chiedono
di aprire un sostegno, anche piccolo, con il loro nulla.

Il 29 aprile nel mattino è avvenuto un incontro/intervista (stanno realizzando un documentario) , nella Bottega del Telaio. La nostra amica Mariuccia Buttironi, tessitrice di rapporti da sempre sul territorio ci ha chiesto la partecipazione ad un incontro che avevamo vissuto in un tempo di vita
della comunità di via gaggio: la promozione dei ricami delle donne palestinesi profughe in Libano. Ci siamo coinvolti per anni, abbiamo conosciuto Adele Manzi, collaborato con l’associazione Najdeh (“Soccorso”, in arabo) nata
nel 1977 con lo scopo di aiutare le donne sopravvissute al massacro
di Tell El Zaatar, un campo di rifugiati palestinesi a Beirut, assediato
e totalmente distrutto nel 1976 durante la guerra in Libano.

Molte energie oggi sono tese a rendere i prossimi mesi di giugno e luglio impegnativi per una sessantina di giovani di Crossing sia in stage presso aziende, sia in un lavoro educativo di gruppo, sia in esperienze di cittadinanza. La casa lavorerà fino alla fine di luglio, si fermerà per alcune settimane in agosto, per riprendere a settembre.

Nella settimana di fine maggio, nei giorni venerdì 29 e sabato mattino 30, faremo la seconda tappa dei quarant’anni di Via Gaggio. Tutti avete avuto
il programma e lo potete richiedere. Metto l’accento sul valore di questo momento costruito con due logiche: uno di memoria storica per coglierne
la novità e il seme per il futuro, uno dell’oggi, per comunicare la praticabilità
e suggerire stimoli per l’inedito che abbiamo di fronte. Invito tutti i lettori che abitano sul territorio lecchese a prendere parte ad almeno uno dei due fatti
e a passare l’invito a delle persone amiche. In modo particolare rivolgo l’invito per venerdì sera a quanti hanno il servizio civile in comunità o hanno partecipato al convegno Immagina la tua vita a Gressoney o a delle attività nel Progetto giovani della città.
Una parola sulla situazione economica: ce la stiamo facendo ad arrivare fino a luglio e cominciamo a pensare al nuovo anno grazie a delle collaborazioni
di molte persone. Di tutto vi renderò conto dopo il mese di giugno.

In questa Lettera 14 voglio dedicare alcune righe per muovere l’attenzione collettiva per quanti siamo cittadini lecchesi attorno alle prossime elezioni comunali.

Abbiamo ospitato il gruppo SEL che ha aperto la propria proposta sul tema delle nuove povertà con una mia attenzione al fenomeno dei 7.000 Neet
e con Silvana Cesani, Assessore a Lodi, sulla creazione di un nuovo welfare e come lo stanno sperimentando., Ci sono stati numerosi interventi del pubblico.
Abbiamo invitato Virginio Brivio che si ripropone come sindaco, a darci
una sera. Questa è il prossimo mercoledì 20 maggio alle 21.
Vogliamo costruire una serata dialogo in rapporto alla nostra Città territorio
in un momento di passaggio globale, dal lavoro alla multietnicità,
con un occhio sull’investimento alla imprenditorialità dei giovani, alla tutela
dei fragili, alla inclusione territoriale sempre più forte ed elastica,
ad una comunicazione tra tutti sempre più snella.
È importante rivedere il vocabolario di prassi positive che si sta costruendo ma che non sono ancora in grado di aprire piste e organizzare
il coinvolgimento.
Rivolgo un invito cordiale alla partecipazione e al pensiero.

Invio questa lettera 14 mentre sto partendo per il Convegno a Roma che si realizzerà domani venerdì e sabato. Chiedo a tutti un pensiero intenso perché lo Spirito venga intuito e accolto con docilità e intelligenza del cuore.

Un saluto e un ricordo affettuoso per ognuna/o.
Angelo

     
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