Barbara
Chiara Peruffo
Franca Corti
Paolo Autelitano
Isa Dubini
Paolo Trezzi
Betta Nava
Fraternità Zoar
Claudia Ramaioli
Marco Locati
Renato Caprioli
Fraternità Zoar
Rovira cmf.
Alberto
Josep M. Abella
Mariella Petriliggieri
Carla Andreotti
Paolo Gulisano
P. Josu M. Alday, cmf.
Pilar Solis
Cristina Panzeri
Vanna Arienti
Lello
Marisa Ratti
Anna Gerosa
Maurizio Bevilacqua
Gustavo Alonso cmf
Francesco Gala
Anna Ronchetti
Mariangela Montanelli
Mariangela
Lauretta
Marco Albani
Rossella Cattaruzza


Francesco I. Finalmente.

Angelo Cupini

 

BARBARA
13 marzo

Un pensiero a te Angelo, e a tutto il popolo latinoamericano che ho sempre visto dipinto dalle mani e dal cuore di Mino, che verrà portato agli occhi del mondo attraverso il nostro nuovo Papa, Francesco.
Sono felice.

 

CHIARA PERUFFO
13 marzo

Speriamo davvero sia finalmente! speriamo davvero sia Francesco! speriamo davvero sia pastore.

 

FRANCA CORTI
13 marzo

Che gioia! Sono felicissima!.

 

PAOLO AUTELITANO
13 marzo

Evviva!
Una preghiera di ringraziamento

 
 

ISA DUBINI
13 marzo

DAVVERO !! Che rinnovamento sperato. Grazie.

 

PAOLO TREZZI
13 marzo

Buonasera Padre Angelo,
ci aiuti a capire.
Qua si dice che la scelta sia caduta sul nome di Francesco in riferimento al Santo di Assisi ma a tal Francesco Saverio è più probabile viste le sue basi gesuite e di evangelizzatore se così fosse, cosa cambia, se cambia?
Un saluto

 

BETTA NAVA
13 marzo

Ciao Angelo, sono davvero contenta e commossa per il nuovo Papa e la cosa che mi è piaciuta di più è stato il suo gesto prima di tutto di farsi benedire da ciascuno di noi e mi ha ricordato subito quanto tu dici tutte le volte che ti viene chiesto di dare una benedizione: tu rispondi che sono le persone presenti una benedizione!! Questo gesto veramente ha allargato il cuore!

 

FRATERNITÀ ZOAR
13 marzo

Tutto bianco,
impacciato,
(chissà cosa passa in quegli istanti)
non si dice papa, ma vescovo,
vescovo di Roma.
Dalla fine del mondo.
Francesco, un nome nuovo,
per una svolta nuova.
Lasciato ai margini dei giornali
e dei discorsi di tutti i vaticanisti
che sfogliavano l'elenco attorno alla lettera S.
Spiazza quest'elezione
spiazza il coraggio dei cardinali
di andare oltre il previsto.
Fuori Italia, fuori Europa.
Meravigliosa quella cadenza dell'America Latina,
splendido quel chinare il capo per raccogliere
la nostra benedizione...
Le sue fotografie in metrò hanno fatto il giro del mondo
in pochi istanti.

Ora tocca a me,
ora tocca a noi.
Ha richiamato la fratellanza nell'essere chiesa...
perché non cada... nel vuoto.

 

CLAUDIA RAMAIOLI
13 marzo

E finalmente: preghiera e silenzio.

 

MARCO LOCATI
13 marzo

Speriamo che il segno sia seguito dai fatti.

 

RENATO CAPRIOLI
13 marzo

Sono contento. Abbiamo un altro Buon Pastore! Forse toccherà a lui dare una svolta, ormai matura, per una Chiesa ancora più evangelica.

 

ROVIRA cmf.
13 marzo

Sì, finalmente!

 

ALBERTO
13 marzo

Ciao. Condivido la tua esclamazione.

 

JOSEPH M. ABELLA
13 marzo

Caro Angelo, certo che siamo contenti. Speriamo bene. Ho scritto un piccolo saluto al papa in claret.org
Mi è sembrato un inizio interessante: vescovo di Roma, la chiesa che presiede nella carità la comunione di tutte le chiese. Non abbiamo sentito né Pontefice, né Santo Padre, ecc.
Saluti a tutti.

 

MARCO VINCENZI
14 marzo

Testo di Fr. MichaelDavide, osb
Koinonia de la Visitation - 14 Marzo 2013
(inviato da Marco Vincenzi)

Papa Francesco: Come un gabbiano
L’immagine di un gabbiano appollaiato sul comignolo della cappella Sistina ha fatto il giro del mondo. Non è stato un semplice passaggio, ma un sostare sereno, tranquillo, naturale. Se avessimo potuto scegliere, avremmo certamente posto sul camino una bella colomba bianca simbolo di purezza, di ispirazione, in realtà, di tradizione. Invece, e ora lo sappiamo per certo, un gabbiano aspettava con la folla in piazza san Pietro e con quanti attendevano in tutto il mondo con gli occhi sui televisori, che i Padri Cardinali portassero a termine il compito di dare alla Chiesa di Roma il suo Vescovo. E mentre lui era appollaiato a fare le sue cose in cima al comignolo, i Cardinali hanno eletto papa Francesco. Come lui stesso ha detto, i Cardinali sono andati a scegliere il Vescovo di Roma alla <fine del mondo>. Forse non ha osato dire, per rispetto ai suoi confratelli cardinali che lo hanno scelto, di averlo preso dal <nuovo mondo> in cui tanti hanno cercato di ritrovare non solo fortuna, ma anche speranza. Il nuovo Vescovo di Roma viene dall’estremo Occidente che, in realtà, per gli antichi e per gli stessi Conquistatori, coincideva con l’Estremo Oriente preso alle spalle.
Sulla via delle Indie Orientali, scoprimmo le Indie Occidentali e questa fu la scoperta di un <nuovo mondo> di cui i Papi dell’inizio della modernità si sentivano padroni tanto da pensare di poterlo spartire tra i potenti della terra a loro piacimento. In quel nuovo mondo che accese tante speranze e in cui fu piantata la croce di Cristo come un trofeo, abbiamo vissuto le cose più belle – come l’avventura e la speranza – come pure quelle più tristi quali la violenza e il disconoscimento della differenza. Da quel mondo come un gabbiano, che ha percorso molte miglia, ci è giunto il nuovo Vescovo di Roma che si è sentito accolto – lo ha detto lui stesso – dalla Chiesa di Roma che presiede all’unità e alla carità di tutte le Chiese.
Di certo sin dal primo momento ha parlato una <lingua nuova> che si è espressa con le parole e, soprattutto, con i gesti. Il nome scelto – Francesco – certo ci fa sognare una Chiesa capace di accogliere la sfida sempre nuova di ritornare al Vangelo. La semplicità del tratto e l’essenzialità dei paramenti ci fa sperare in un recupero della centralità della trascendenza. La scelta accurata dei termini ci fa desiderare – dopo cinquant’anni – una ricezione senza tentennamenti di quanto la colomba dello Spirito Santo ha sussurrato alla Chiesa durante il Concilio Vaticano II. Il suo umile inchinarsi davanti al Popolo di Dio – chiamato proprio con questo nome e riconosciuto come luogo teologico di benedizione – ci fa sentire finalmente “in ordine” con quella parola esigente dell’unico Signore e Maestro: <voi siete tutti fratelli>.
Ma non dimentichiamo che Francesco, vescovo di Roma, è stato preceduto da un gabbiano indicatore. Si è già scatenata la furia di quanti cercano le ombre! La Chiesa non ha bisogno di un pastore senza macchia. Il successore di Pietro non può e forse non deve essere impeccabile proprio come l’apostolo cui Cristo affidò il compito di <confermare i suoi fratelli> dopo aver sperimentato, in prima persona, la misericordia e le lacrime di pentimento. Siamo felici che papa Francesco sia uno come noi e che abbia faticato come tutti noi nella sua vita a cercare e a trovare le vie di ciò che è meglio, talora dovendosi arrendere a ciò che è possibile. I gabbiani non sono colombe! L’immagine del gabbiano è in genere portatrice di sensazioni inebrianti legate al senso di libertà e di spazio, al sentirsi immersi nella luce e partecipare intimamente e profondamente della vita. Come dimenticare Jonathan Livingstone?!
Presente in alcuni miti e racconti indiani come colui che possiede la luce, il gabbiano è un animale che vola sul mare e sulla terraferma, in solitudine o in grandi stormi, che ci ciba di pesce fresco appena catturato o di resti rinvenuti nelle discariche di immondizie, che resta indipendente e libero pur vivendo a stretto contatto con l’uomo e non mostrando timore nei suoi confronti. Il gabbiano è un grande esempio di adattabilità, di utilizzo delle proprie risorse per sopravvivere, di capacità di vivere la bellezza e la leggerezza dell’esistenza senza dimenticare il senso pratico, la concretezza che lo fa ritornare a terra a becchettare qua e là come un animale da cortile. Ma nelle sue scorribande aeree esprime tutto il piacere della libertà, nei suoi gridi rauchi e sgraziati la gioia della vita e del movimento.
Accogliamo il Vescovo Francesco come un fratello nella vita e nella fede cui diamo tutte le nostre benedizioni perché ci aiuti a fare il possibile per trovare la strada di ciò che è buono, vero, bello. Non vogliamo sovraccaricare il nostro fratello Francesco di inutili attese: egli è uno come noi che il Signore ha scelto perché si faccia padre per noi. Se conosciamo il nostro cuore sappiamo quanto la luce e l’ombra vi convivano necessariamente… ma lasciamo spazio alla luce della speranza tenendo insieme <fisso lo sguardo su Gesù> e non su Francesco, ma con Francesco. La Chiesa è Corpo di Cristo e noi siamo tutti le sue membra talora radiose e talora doloranti… l’essenziale è amare e perdonare. Ce lo ricorda la Liturgia della Parola di questo primo giorno del nuovo ministero di papa Francesco quando ci parla di Mosè cui il Signore dà questo comando: <Va’, scendi…> (Es 32, 7). E Mosè osò davanti a Dio più di ogni altro: <Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo> (Es 32, 14).

 

MARIELLA PETRILIGGERI
13 marzo

Sì! Sollievo, commozione e trepidazione.

 

CARLA ANDREOTTI
13 marzo

Come ho sentito che era un latino americano ho pensato che saresti stato contento...

 

PAOLO GULISANO
13 marzo

QUE VIVA EL PAPA!!!

 

P. JOSU M. ALDAY cmf.
13 marzo

Tra di noi (mondo basco) cominciamo a chiamare il nuovo Papa, AITA PATXI: Papa Francisco.
Ti auguro il meglio in questo cammino verso la Pasqua.
Cordialmente

 

PILAR SOLIS
13 marzo

Rendiamo grazie a Dio!!!.

 

CRISTINA PANZERI

Sono d’accordissimo con te. La Chiesa aveva l’ urgente necessità di essere guidata da un uomo che ha sperimentato il messaggio evangelico in mezzo ai poveri e agli “ultimi”.
Gli ultimi saranno i primi..... L a scelta del nome, Francesco, è un forte messaggio per tutti noi. Siamo invitati a vivere il nostro quotidiano pensando all’umiltà e all’essenzialità di S. Francesco.
Buona giornata.

 

VANNA ARIENTI

Caro Angelo, ancora l'emozione non svanisce anzi si conferma anche dopo l'omelia di oggi. ringrazio il Signore perché ci ha ripescati da un mare di sconforto nel quale rischiavamo seriamente di annegare. Oggi davvero la consolazione è preparata per tutti i popoli che Dio non faccia mancare il necessario al suo e al nostro cuore. Un abbraccio forte.

 

LELLO

Scusa la mia impertinenza, ma vorrei qualche chiarimento in più sul periodo della dittatura argentina, certe cose per me sono fondamentali.

 

MARISA RATTI

Per me una scelta molto valida.
La Chiesa di sicuro migliorerà con questa scelta.
Un saluto

 

ANNA GEROSA

Grazie padre angelo, sono d'accordo con il tuo finalmente.
a presto.

 

MAURIZIO BEVILACQUA

Mercoledì stavamo chiudendo la sede dell'Istituto. Eravamo George, il segretario, e io. Aveva il computer acceso e aperto il sito del centro televisivo vaticano, che trasmetteva suoni e immagini senza commenti. Abbiamo seguito tutto... Questa volta sono stato sorpreso ed emozionato. Emozionato quando ho sentito che era Bergoglio (finalmente si sono ricordati che i continenti sono cinque) e ancora più quando ho sentito il nome di Francesco (finalmente!). E c'è voluto un uomo venuto dalla fine del mondo per ricordare a tutti che era stato eletto un vescovo, un pastore, quello di Roma. Emozionante vedere un papa che si inchina davanti al suo popolo e chiede che impetrino la benedizione di Dio (non abbiamo memoria che fosse mai avvenuto).
Più ci penso e più mi sembra che la prima parola che Francesco ha detto potrebbe essere una cifra del suo servizio: "Buona sera". E' quello che le persone normali si dicono incontrandosi a quell'ora. Potrebbe essere vero quello che qualcuno sostiene sia avvenuto tra lui e il maestro delle cerimonie. Rifiutando di mettere la mozzetta rossa con l'ermellino avrebbe detto a Guido Marini che insisteva: "Questa la mette Lei, Monsignore. Il carnevale è finito".
Ti auguro una buona domenica.

 

MAURIZIO BEVILACQUA

Mercoledì stavamo chiudendo la sede dell'Istituto. Eravamo George, il segretario, e io. Aveva il computer acceso e aperto il sito del centro televisivo vaticano, che trasmetteva suoni e immagini senza commenti. Abbiamo seguito tutto... Questa volta sono stato sorpreso ed emozionato. Emozionato quando ho sentito che era Bergoglio (finalmente si sono ricordati che i continenti sono cinque) e ancora più quando ho sentito il nome di Francesco (finalmente!). E c'è voluto un uomo venuto dalla fine del mondo per ricordare a tutti che era stato eletto un vescovo, un pastore, quello di Roma. Emozionante vedere un papa che si inchina davanti al suo popolo e chiede che impetrino la benedizione di Dio (non abbiamo memoria che fosse mai avvenuto).
Più ci penso e più mi sembra che la prima parola che Francesco ha detto potrebbe essere una cifra del suo servizio: "Buona sera". E' quello che le persone normali si dicono incontrandosi a quell'ora. Potrebbe essere vero quello che qualcuno sostiene sia avvenuto tra lui e il maestro delle cerimonie. Rifiutando di mettere la mozzetta rossa con l'ermellino avrebbe detto a Guido Marini che insisteva: "Questa la mette Lei, Monsignore. Il carnevale è finito".
Ti auguro una buona domenica.

 

GUSTAVO ALONSO cmf (Argentina)

Caro Angelo: grazie per il tuo telegrafico messaggio ispirato in sensi di comunione nella gioia con tutti noi di questo profondo sud in quest'ora di Francesco. Pare che il Jorge Mario, gesuita e 'porteño', abbia trapiantato le sue radici dal Piemonte all'Umbria, e scambiato il nero gesuitico per lo slavato marrone del Poverello. È stata forse la sua più forte testimonianza in questi suoi anni a Buenos Aires. Da lì il suo messaggio di speranza, il pane quotidiano dei poveri di questo lontano terzo mondo. Preghiamo con lui e per lui lo Spirito Santo. Preghiamo per la Chiesa nostra madre. Con affetto fraterno.

 

FRANCESCO GALA

Carissimi, Lodiamo lo Spirito Santo che, spiazzando tutti i pronostici, ci ha donato Papa Francesco.
Un Papa che ha fatto propria la vita di povertà e di aiuto agli ultimi, un Papa che ci sorprenderà e ci darà gli sproni giusti per rinnovare la nostra fede in questo anno dedicato essa.
Allego un PP sul nuovo Papa Francesco e permettetemi di dirvi che il mio entusiasmo per l'elezione papale oggi si è accresciuto per un'altra fumata bianca proveniente dalla Camera dei Deputati.
La carta stampata, finora, ci ha fatto conoscere poco la neoeletta Presidente, Laura Boldrini, ma dal discorso del suo insediamento, come Presidente, la definirei "Francesco II" ; le sue parole camminano in parallelo quanto ha detto Papa Francesco e ci fa ben sperare di una buona conclusione di un governo stabile, capace e duraturo. Ce lo auguriamo di tutto cuore e preghiamo anche per questo, ne abbiamo un indispensabile bisogno.

 

ANNA RONCHETTI

Sì finalmente!
Era quello che desideravo, non ci speravo più e invece...il Signore ci ha ascoltati e forse anche i cardinali hanno ascoltato cosa arrivava dalla gente.
Ho appena sentito una parte dell'omelia di Papa Francesco, diceva:"...Gesù non è venuto per i giusti, quelli si giustificano da soli.. che Dio li benedica, ma è venuto per i peccatori e se uno di noi dice che ne ha fatte tante nella vita, meglio! Vada a raccontarle a Gesù che a Lui piace...Gesù ha dato solo un consiglio, vai e non peccare più. Poi se fra un mese ancora siamo allo stesso punto, non importa, Gesù non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono. Chiediamo quindi la grazia di non stancarci di chiedere perdono."
Sono felice di poter vedere questo Papa nella mia vita.
Buona domenica

 

MARIANGELA MONTANELLI

Speriamo sia il Francesco-profeta per i nostri giorni. Buona Pasqua Suor Lidia
Ciao Angelo
concordo con te con ... finalmente Francesco!
Sono giorni in cui non riesco a staccare gli occhi dalle immagini che arrivano e ... mi commuovono fino alle lacrime. Un uomo che è, secondo me, essenzialmente un testimone, uno che incarna ed esprime attraverso i gesti e le parole il vangelo. Niente è costruito, ma arriva direttamente da dentro e giunge al cuore delle persone.
Era importante che arrivasse qualcuno da un'altra parte del mondo e che portasse una visione diversa, un'autenticità che rompe gli schemi: un essere nel mondo ma non del mondo. Per questo ringrazio i Cardinali che hanno lasciato lavorare lo Spirito.
Il cardinale Martini è affascinante, ma questo Francesco che assume la responsabilità della guida della Chiesa driblandone con grazia gli orpelli è magnifico.
Sappiamo che farà quello che potrà che essenzialmente sarà aprire una strada nuova. In tanti hanno paura per lui e la battuta che circola gli consiglia di farsi da mangiare da solo perché non si sa mai.
Prego perché resista al male ... non lasciamolo solo.
Un abbraccio grande con affetto

 

MARIANGELA

Mi sono dimenticata di dirti che qualcuno dice che questo è il primo miracolo di Martini per la Chiesa.
Bella questa continuità!
Buona giornata

 

LAURETTA

Sì, carissimo Angelo. Finalmente!
Un saluto colmo d'affetto e di
riconoscenza,
Lauretta (dal caldo e stupendo Vietnam)

 

MARCO ALBANI

Ciao Angelo.
È domenica 17 quando decido di andare a comprarmi qual cosa da vestire. È vero, la domenica dovrei fare altro invece di far lavorare le povere commesse, ma ho così poco tempo che anch'io mi sono abbasso a questa brutta usanza (e me ne vergogno)di frequentare i centri commerciali.
Parcheggio l'auto, entro, mi guardo intorno e decido per un caffè. Pago, ordino e mi viene servito il mio meritato caffè... Lo sorseggio lentamente e me lo godo, il primo della giornata!
Alle mie spalle, su di un televisore collegato su SKY, scorrono delle immagini di un parroco, vestito di bianco, che saluta i suoi fedeli all'uscita della chiesa di sant'Anna. Caspita!! Ma è il nuovo Papa!! Francesco!!
Il mio caffè si ferma tra la lingua ed il palato e insieme ad esso anche il sangue... MA CHE EMOZIONE!! non ci posso credere che un Papa sia finalmente sceso dal suo piedistallo. Finalmente!!
Volevo saperne un po’ di più su questo uomo, che dopo la sua elezione, da subito, ha adottato un atteggiamento più sobrio del suo predecessore.
Viene da molto lontano.
È impacciato!, appena eletto, nella sua nuova veste bianca, è quasi goffo ed impreparato.... MI PIACE!! e poi sceglie un nome che, voglio dire...è come una Mercedes, una garanzia.
Purtroppo, il mio pensiero maligno, mi bussa nel mio cervello e a me, come a tanti altri presunti fedeli come me, credo, ritorna in mente un uomo analogo, Giovanni Paolo I.
Ero un bimbo nel 78 quando quel Papa dal sorriso così pulito morì solo dopo 33 giorni di pontificato.
Molto si è scritto e non tutto è stato chiarito. Si dice che era stato eletto per sbaglio, che voleva cambiare rotta, lo I.O.R, che era stato AVVELENATO!!le solite cose....
Ma, purtroppo, quando si parla di vescovi e cardinali, sono sempre un po' prevenuto e quindi il mio pensiero mi riporta a Lei, Francesco, a quella domenica mattina, mentre mi gustavo il mio meritato caffè e mi faceva emozionare. Spero Lei possa avere la forza per essere sempre se stesso, perché così, ci piace molto. Non credo che potrà godere della stessa libertà di prima ma per favore...resista! Quando berrò il mio primo caffè, penserò a Lei e spero che anche Lei, quando berrà il caffè della mattina, (Angelo non me ne volere),..... per favore, lo faccia assaggiare prima al Camerlengo

 

ROSSELLA CATTARUZZA

Nel giorno dell'elezione di Francesco si esulta in terra e in cielo: che insperabile, benedetto, cambiamento!...E quanto ci stupiremo ancora (di cose che poi non dovrebbero stupire): l'epoca dei faraoni è finita. Pietro va a pescare gli uomini per le strade e ne accompagna il cammino

 
 
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