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Un anno fa, il 29 ottobre, abbiamo fatto festa per la casa sul pozzo. A meno di un anno di distanza possiamo dire che la casa è stata abitata intensamente. Un grazie a quanti hanno ritenuto di poter essere, a volte anche solo per poche ore, suoi abitanti.
In modo continuativo è stata abitata, per quattro lunghi pomeriggi settimanali, da ragazze e ragazzi, circa trenta, provenienti da: Etiopia, Eritrea, Tunisia, Nigeria, Costa D’Avorio, Marocco, Senegal, Iran, Kossovo, Moldavia, Russia, India, Giappone, Perù, Argentina, Colombia.
Una quindicina di operatori e volontari hanno camminato insieme a questi adolescenti sostenendoli nell’amicizia, nella ricerca di senso per affrontare il momento particolare della loro vita, nel sostegno linguistico, scolastico, relazionale, del tempo libero e del divertimento.
Donne di immigrazione e donne italiane hanno dialogato per lunghe sere riscoprendo e imparando a realizzare il profumo del pane e i sapori dei dolci etnici.
Abbiamo avuto amiche ed amici che hanno messo a disposizione le loro competenze per aiutarci a crescere come cittadini del mondo, a vivere cammini spirituali e di giustizia.
Una scelta politica: 2005/2015
E’ stata una scelta politica, cioè di attenzione alla vita della città e del territorio lecchese, la ricostruzione de la casa sul pozzo e altrettanto politica e più impegnativa la scelta di investire dieci anni di vita ad accompagnare gli adolescenti immigrati nel territorio lecchese.
Abbiamo coscienza che il futuro di ogni territorio dipenderà dalle scelte che si compiono oggi, che i cittadini compiono oggi. Noi facciamo questa scelta.
Questa affermazione così scontata è stato il filo rosso che ha segnato la vita e le scelte della comunità di via gaggio nei suoi 32 anni di vita.: dall’attenzione ai giovani dipendenti, alle progettualità (immagina la tua vita condivisa), alle scelte di obiezione di coscienza al militarismo, alle scelte di servizi alternativi, alla collaborazione al progetto giovani della città di Lecco, alla creazione di laboratori artigiani e di cooperazione, all’individuazione di un metodo nonviolento e dal basso per l’attività formativa ed educativa.
Abbiamo scelto di leggere i segni del tempo, specificamente dalla realtà giovanile, e di inventare e costruire piccole risposte possibili che, in qualche misura, anticipassero il futuro; laboratori di umanità per il futuro.
Questo testo dichiara la volontà di portare avanti questo progetto e formula una richiesta di coinvolgimento per quanti desiderano collaborare alla proposta; indica l’impegno a fare di tutti i luoghi di vita (casa, scuola, oratori, quartieri) dei luoghi di crossing.
Un promemoria di obbiettivi
Abbiamo declinato, come in un promemoria, gli obiettivi verso i quali tendere e per i quali lavorare. Li elenchiamo.
• Aiutare i ragazzi a soggettivarsi,
• Aiutarli a prendere parola sulla propria vita e sul mondo
• Aiutare ogni giovane a fare il passaggio dell’autonomia personale
• Far provare la gioia di formulare un pensiero
• Far provare la gioia di poter formulare e realizzare un progetto
• Far emergere il potenziale di innovazione: nel cambiamento del modello sociale, nell’inserimento in questo territorio, nel valorizzare la doppia appartenenza, nel far crescere la capacità di mediazione tra le due culture.
• Acquisire competenze sociali: cittadinanza attiva.
• Aiutare a diventare soggetti responsabili.
• Per ottenere questo è impegnativo acquisire anche strumenti quali la lingua, la competenza nelle materie scolastiche e professionali, una capacità metodologica nell’affrontare le questioni e una buona socializzazione.
• E’ vitale sostenere il processo di interiorizzazione e l’arricchimento del senso delle cose.
Le pagine del sito web continueranno ad offrire a tutti non solo informazione ma stimoli e possibilità.
Consegniamo una serie di suggestioni raccolte in una bacheca di una città bellissima città, Salamanca: una città è una utopia, un’opera d’arte, un sogno collettivo, una trama e un ordito, che tessiamo tutti insieme.
Le foto possono essere le stesse utilizzate nelle prime pagine di Percorsi ottobre/dicembre 2007
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