settembre 2005

 



A cura di Angelo Cupini


I nomi del mese:
Katrina, Beslan,
Frère Roger

 

 
 

Ci sono dei nomi che fanno da crocevia al tempo che viviamo, ne evidenziamo il ritmo, le ambiguità, provocano domande, aprono orizzonti.
Nella logica della memoria raccogliamo l’editoriale mensile del sito.
I nomi sono anche una eredità, energia, destino, forza.

Katrina
L’agenzia Misna ha raccolto una dichiarazione di Elijah Cummings, un rappresentante del partito democratico al parlamento americano, ex-presidente del ‘Black Caucus’, il gruppo parlamentare nero, che dice “Non possiamo permettere che la storia racconti: nella grande tempesta e nell’inondazione del 2005, l’unica differenza tra coloro che vissero e quelli che morirono fu data dalla povertà, dal colore della pelle e dall’età”.
La domanda:
c’è uno stesso destino per città nere o dei sud e per le città bianche o dei nord?
È sempre più chiaro che sono i neri e i poveri di ogni colore, incluse diverse centinaia di migliaia di anziani e di bambini, le vittime più numerose e disperate dell’uragano Katrina, a cui, secondo le ultime stime, vengono attribuiti 10.000 morti, un milione di senza tetto e danni complessivi per 100 miliardi di dollari (metà di quel che sarebbe costata finora la guerra in Iraq). E saranno necessari forse fino a 80 giorni, quasi tre mesi, per riportare all’asciutto quella New Orleans che nessuno ha saputo proteggere prima e in cui ora si aggirano, come in un nuovo ‘far west’, reduci iracheni autorizzati a sparare per uccidere chi sta rubando beni materiali forse solo per sopravvivere.
Sarebbe davvero lo stesso in una metropoli americana ‘wasp’ (White, AngloSaxon and Protestant), bianca, anglosassone e protestante?

Beslan - i bambini
Quattro rintocchi di campana alle 9:15 nella scuola numero uno di Beslan hanno dato inizio alla commemorazione dell'eccidio seguito alla presa di ostaggi da parte di un commando ceceno. Fu esattamente a quell'ora, un anno fa, che cominciò il dramma che due giorni dopo si concluse con la morte di 330 persone, di cui 186 bambini.
Subito dopo i rintocchi è risuonato il Requiem di Mozart mentre le famiglie continuavano la loro processione per portare un fiore all'interno della palestra della scuola dove si svolsero le fasi cruciali della tragedia. Sui muri, allineate, le foto delle vittime davanti alle quali sostano i parenti per accendere una candela e recitare una preghiera.
Per tutto l’anno gli occhi di questi bambini e delle loro famiglie ci hanno seguito.
Ci si raccoglie nel silenzio ma è inquieta la domanda: quando una società non ha rispetto per i bambini ha ancora il segno dell’umanità e può pensare al futuro ?

Frère Roger e Taizé
Nel corso della preghiera della sera del martedì 16 agosto, in mezzo alla folla che circondava la Comunità, nella Chiesa della Riconciliazione, una donna probabilmente squilibrata ha violentemente colpito con un coltello frère Roger che è deceduto alcuni momenti dopo.
La mattina del 17 agosto, giorno dopo la morte di frère Roger è stata pronunciata, nella chiesa, la seguente preghiera:
« Tu, il Cristo di compassione, tu ci doni di essere in comunione con coloro che ci hanno preceduto e che possono restarci così vicini. Noi rimettiamo tra le tue mani il nostro fratello Roger. Egli contempla già l’invisibile. Al suo seguito, tu ci prepari ad accogliere un raggio della tua luce.»
I funerali di frère Roger sono stati celebrati martedì 23 agosto alle ore 14.
Il suo corpo è stato sepolto nel cimitero della chiesa romanica.

 
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