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“Dove mai stiamo andando?
Sempre a casa” (Novalis);
per tutti la questione è sanare la struggente Heimweh
(la nostalgia del tornare a casa);
la questione è la casa propria: che la riveda chi ne è privato,
la ricostruisca chi ne è espropriato, la lasci e la ritrovi chi ora la abita. [Benedetto Saraceno in Servitium]
Pensavo a queste letture nel preparare il numero estivo di Percorsi.
E mi auguravo, per la Casa sul Pozzo, quello che Dossetti disse il 15 settembre 1985 nell’inaugurare la vita della comunità vicino al cimitero di Casaglia: una comunità “capace, di mitezza, di mansuetudine, di discrezione, di rispetto religioso verso tutti”.
La Casa sul Pozzo quale
spazio umano
capace di chiedere a giovani e adulti di prendersi cura gli uni degli altri
spazio per interiorizzare,
aperto alle varie espressioni religiose, con possibilità di silenzio, di raccoglimento, di cammino unitario della persona
spazio-laboratorio
per la formazione, l’informazione, l’animazione
spazio per la progettualità e creatività
spazio informativo
sui temi della pace, dell’attenzione alla vita, degli incontri tra i popoli
spazio rappresentativo
(teatro, concerti, incontri): la “corte”, il giardino, la sala del piano terra
spazio espressivo
nel quale raccogliere pensieri, stimoli di quanti arrivano e frequentano la casa
spazio per la relazione d’aiuto:
dal colloquio, al pasto, all’accoglienza
spazio della memoria:
immagini, nomi di persone che hanno inciso nel patrimonio spirituale e culturale
spazio stile di vita
che è costituito dall’abitare (dall’accoglienza alla cura dei luoghi) ed è rappresentato in modo particolare dall’associazione comunità di via gaggio
spazio politico,
espressivo degli obiettivi della casa (dal patrimonio dei 10 punti del CNCA, dalle proposte dell’ONU per i prossimi dieci anni a quelle specifiche di via gaggio: che i giovani prendano parola sulla loro vita e dalla loro vita)
spazio delle sinergie
espresso nelle politiche di collaborazione con altri soggetti
spazio solidale,
indicato nel metodo e nella assunzione di collaborazioni sistematiche
spazio per la festa e la convivialità:
che non abbia mai fine
spazio per la mediazione dei conflitti e di tregua
spazio per far incontrare
passato e futuro della vita dei giovani e del territorio.
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