dicembre 2007

Sudò sangue, morì con tutto il corpo
resistendo alla morte con nervi, fiato,
febbre, piaghe, mosche intorno all'agonia,
resuscitò per intero, carne, ossa,
e promessa di essere solo il primo
dei destinati alla resurrezione.
Nascesse oggi, sarebbe in una barca
di immigrati, gettato a mare insieme
alla madre in vista delle coste di Puglia
o di Calabria.
Forse continua a nascere così,
senza sopravvivere, e il venticinque
dicembre è solo il più celebre
dei suoi compleanni.
Dopo di lui il tempo si è ridotto
a un frattempo, a una parentesi di veglia
tra la sua morte e la sua rivenuta.
Dopo di lui nessuno è residente,
ma tutti ospiti in attesa di un visto.
Siamo noi, pasciuti d'occidente,
la colonna di stranieri in fila fuori
all'ultimo sportello.

Erri De Luca


La sfida più urgente della nostra civiltà. Imparare a convivere come diversi condividendo lo stesso territorio  geografico e sociale; imparare a convivere
senza distruggerci, senza ghettizzarci, senza disprezzarci, o guardarci
in cagnesco e neanche senza solo tollerarci. Dobbiamo fare di più:
vivificandoci e fermentandoci a vicenda, così che ognuno sia aiutato
a rispondere di fronte a Dio della propria chiamata; sia musulmano,
sia hindù, sia cristiano: cattolico, protestante, ortodosso.
Rispondere di fronte a Dio, alla propria chiamata.  Questo è molto difficile;
forse è il problema principale della società di oggi e di domani.    
       
Carlo Maria Martini

 
È una dichiarazione impegnativa
quella che facciamo: esprime la posizione
della comunità di via gaggio e riconosce
che questa identifica La Casa sul Pozzo,
le persone che la vivono e il metodo di lavoro.

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