dicembre 2009

 



A cura di Angelo Cupini


La profezia del Crocifisso
e il "crocifisso" feticcio

   
 

Nella bagarre delle parole, dei gesti, dei banchetti sulle piazze davanti alle chiese per la raccolta delle firme manca un elemento fondamentale che sveli il senso nascosto nel segno che si difende: la profezia del Crocifisso.
La legge e il tempio non portano a Dio senza la parola profetica che ne dica il significato. Senza profezia ogni istituzione, anche la più ortodossa e santa, diventa un feticcio. “L’alleanza rimane senza vino, il Tempio senza Dio, la legge senza Spirito”.  (Silvano Fausti). 
Sulla croce, patibolo di esecuzione, è messo un uomo che uno straniero, il centurione, riconoscerà come figlio di Dio. Grazie alle sue parole e a quelle di un ladro che ci rivela il nome del condannato, Gesù, - l’unico che lo chiami per nome  - ci viene svelato il mistero di colui che è stato appeso alla croce.
Ai piedi della croce avviene un investimento di futuro attraverso le ultime parole del Crocifisso: accoglietevi reciprocamente, fate casa insieme, abbiate cura gli uni per gli altri (Maria e Giovanni).
La Chiesa, molte donne e uomini nel tempo, hanno camminato in questa logica. Anche noi tentiamo di seguire lo stesso tracciato. 
Allora, se il segno crocifisso, che amiamo profondamente, non ci riporta  e ci rimanda al mistero di Dio fatto uomo, è un fine a se stesso, è segno vuoto, può diventare anche un idolo.
Nel tempo la croce e il crocifisso sono diventati oggetti di arredo degli spazi pubblici, elementi decorativi delle persone; ora strumento di prepotenza politica.
Il nostro vescovo Tettamanzi nel suo ministero di cura del gregge ha colto questo peccato che dirotta nel male anche i segni del bene. Nella storia il pastore-profeta è stato sempre critico con il male che si annida nelle istituzioni come nella vita sociale e personale, non per distruggere ma per riportare al senso originario. Tettamanzi ha compiuto per tutta la comunità a lui affidata la responsabilità dello svelamento del male. Assieme allo svelamento del male ha proposto un cammino di fedeltà al Crocifisso raccogliendo e declinando le parole testamentarie di Gesù.
Le grida insensate e sconvolte, gli insulti blasfemi che ha ricevuto in questi giorni  sono il segno che il peccato è denso e nascosto nelle pieghe dei pensieri, delle organizzazioni, dei poteri.
Quando tutto questo avviene in modo così virulento conosciamo il male senza sfumature, è leggibilissimo; questa situazione richiede energie interiori e parole franche che superando il male ci immettano nella logica della profezia; questa non può non attingere che dal senso più profondo di un Dio che si fa crocifiggere. Lo schieramento pro o contro non sono nella logica della comprensione della croce ma è bene cercarla nelle parole misteriose di Bonhoeffer e di Etty Hillesum: come aiutare Dio a non essere ridotto a idolo.  
Vorrei suggerire a tutte le persone che gridano o semplicemente si muovono per creare crociate sull’oggetto crocifisso di lasciarsi prendere dall’emozione e dalla commozione di fronte ad una esecuzione.

 
     
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