LE PAROLE DEI RAGAZZI
Testo a cura di Gigi Maniglia
• Visto che l’Italia è un paese democratico che ci dà la libertà di espressione, oggi voglio dire tutto quello che penso sul conflitto che ora è in atto tra gli israeliani e i palestinesi. Da quando sono nata assisto a questo fenomeno che ha come conseguenze le vittime civili di cui la maggior parte sono bambini e donne. Il numero dei morti palestinesi è arrivato oltre 1.000 di cui il 40% sono bambini e donne; i morti israeliani sono 7. La domanda che mi pongo sempre è: a cosa serve la guerra? La risposta che mi do sempre è: a niente, solo a impedire la pacifica convivenza tra queste etnie… Secondo me è ingiusto che Israele faccia la guerra con la Palestina, perché una è sostenuta da una grande potenza che la rifornisce di armi tecnologiche, mentre l’altro è un popolo povero che sotto questo punto di vista non può nemmeno difendersi. Vedendo tutti i giorni queste violenze ho cominciato ad odiare gli israeliani che governano. Tanto tempo fa Israele insieme ad altri paesi aveva formato il trattato di Gumev in cui si vietava durante la guerra la distruzione di luoghi sacri, di infrastrutture pubbliche come scuole e ospedali ed oggi questo patto è stato infranto. Visto che sono una ragazza di 17 anni non posso fare niente, ma come ho sempre saputo Dio è con tutti gli indifesi. Concludo sperando in un accordo di pace in tutto il mondo.
• L’importante è continuare a credere… credere che il mondo possa ancora cambiare.
• Dopo aver visto le immagini di questi bambini mi ritengo fortunata di aver vissuto un’infanzia senza conoscere la guerra, la fame, la sete. Il dolore innocente credo che sia quello che riscatta meglio il male del mondo.
• Occhi . Silenzio. Mondo. Speranza. Abbraccio.
• Quanti sogni spenti / Sa ëndra të shuara
quanti bambini senza vita /sa femijë pa jetë
quante vite perse / sa jetë të humbura
quante madri che non / sa nëna që më s’kanë
possono più abbracciare la loro creatura / kreaturën e tyre pranë
Quante persone innocenti/ sa njerèz ë pafajshém
ke soffrono per questa qe vuajne pë këtë
maledetta guerra ! luftë të mallkua
No…/ jo…
Dobbiamo fermarli ! / ne duhet ti ndaljmë
Non possiamo permettere / smund të lejojmë
che i desideri insensati / që dëshirat
sanguinosi e violenti di / e pakuptimta e vdekjeprurëse
queste persone senza cuore / të kètyre njrëzve të pazemër
ci distruggano ! / të ma shkatërrjnë !
Dobbiamo fermarli ./ ne duhet ti ndaljmë
• L’importante è crederci !!! Pace subito. Pace ora.
• Che dire? Non impariamo mai dai nostri errori. A Gaza non si combatte né la prima né purtroppo l’ultima delle nostre guerre. Quando potremo dirci finalmente fratelli?
• Gli occhi azzurri di un bambino che guarda in cielo con dietro i “resti della guerra…”. Gli occhi azzurri del mio piccolo Marco. La bambina che gioca travestita in costume da carnevale con dietro i militari che si esercitano…La mia piccola Greta che ama sempre travestirsi.
• I want that the others. Countries like: Uga, French, Ttly help Palestine, but wit Peace. Thanke you. Peace and love for the little people. Freedome, Liberty for these little people but no racism.
• Che cos’è la vita? La vita è un dono magnifico che uno riceve, ognuno decide per la propria vita. Siamo nel 2009 e ancora si parla di guerre nel mondo, Guerre, Guerre, Guerre, ma cosa significa questa parola? Vi siete mai chieste perché tutte queste guerre, tutta questa violenza nel mondo? A volte mi fermo e penso; penso alla vita, alle cose che succedono in questo mondo, a tutte le violenze che esistono in questa terra. Ogni volta che accendo la televisione al telegiornale non vedo altro che notizie negative, ma il mondo è fatto solo di cose negative ? Ultimamente si è sentito parlare della guerra a Gaza, una guerra violentissima, una guerra inutile, una guerra di cui non c’è bisogno. Qualcuno direbbe che questa guerra non ci preoccupa, non ci interessa, è lontana dalla nostra casa; cari signori, non è così; la stessa cosa potrebbe succedere anche a noi; dobbiamo essere umani, avere un po’ di pietà, aiutare quella pace, ma soprattutto le innocenti persone che sono vittime di una guerra inutile. Siamo tutte persone, siamo tutti uguali. Quello che sta succedendo a Gaza è una vergogna; sta morendo gente innocente, che non c’entra niente, gente che soffre; muoiono dei bambini. Bambini che non capiscono niente della guerra, bambini appena nati e che non avranno la possibilità di conoscere il mondo; bambini morti senza un perché; bambini innocenti, il futuro del nostro pianeta. Israele è una potenza forte e uno stato forte in tutti i sensi deve dimostrare la sua forza su Gaza è una cosa impossibile. Come stato può essere forte in tutti i sensi ma si vede che questo stato viene guidato da persone incivili e incapaci! Perché le persone civili, intelligenti, capaci che sanno comunicare i problemi li risolvono parlando, discutendo e non con la guerra. Questi politici o cosiddetti politici, intellettuali nonché altri individui che non meritano la qualifica di cittadini.
• I capi decidono di fare la guerra. Ma quando comincia la guerra non sono loro sui posti di guerra. Ma uccidono innocenti civili che sono nella loro casa e povere bambine che non sono capaci di proteggersi. Perché questo? Dove sta andando il mondo? Perché la guerra? Ci costringiamo alla distruzione totale del mondo. Sediamoci e discutiamo tutti insieme.
• Anche noi.
• Cosa possiamo noi, cosa posso fare io di fronte alle realtà terribili di questi tempi? Per aiutare i fratelli nella miseria, i bimbi che crescono (se riescono a crescere) nel fango, tra le macerie mancanti di tutto e, soprattutto, dell’affetto, del calore di una famiglia: della comprensione e dell’aiuto concreto dei fratelli del mondo? Non basta essere vicini loro spiritualmente. Per i bimbi di Gaza la fame di fronte alla sordità, cecità di molti, della cultura, dei media.
• I bambini ci guardano. Il loro sguardo ci studia, è penetrante , è difficile da sostenere perché ci coinvolge, ci vorrebbe coinvolgere ma non sempre siamo disposti a farlo perché non vogliamo mettere in discussione le nostre certezze, il nostro tranquillo vivere.
• Bimbi:= occhi che interrogano il mondo adulto; desiderio di vita; voglia di libertà; anelito di speranza. Autentici sempre.
• Pace e serenità.
• Non sempre il compromesso è negativo. Il bene è possibile, basta volerlo. Se solo ciascuno riconoscesse i propri demoni senza trovarli sempre e solo negli altri…basta volerlo. Siamo tutti fratelli. Tutti con lo stesso sangue.
• Bambini come ladri.
• Perché distruggere i forni di pane? - vorremmo tanto -. Fosse solo un sogno per il quale fosse pensabile un risveglio.
• Mi piacerebbe…vorrei per quei bambini dei bei sogni, ma forse non importa se son tutti belli, importa che ci sia un risveglio.
• Inermi.
• Bambine con tesori radioattivi…
• Il volto di alcuni bimbi sorridenti, forse ignari del grave dramma che stanno vivendo.
• And akraho al harb lianaha tartolo aladid mina alashkhas, yaktolona nisaa ajaiz, atfal aladina, laxsa lahom dan b hadi hi aljonod yakolona anaitoom azwixaa, yartolono ashwhas li lo ib law ka indialko dro la dahabtco liwax ahmihim. Io odio la guerra, perché uccidono tante persone. Uccidono donne, vecchi che sono innocenti ma soprattutto i bambini che sono delle creature che non c’entrano nulla , che non hanno fatto niente e che non hanno fatto del male. E questi soldati si sentono superiori e uccidono la gente magari per divertimento. Se avessi la possibilità andrei da loro, li difenderei e alzerei la bandiera della pace e farei fare pace.
• Pace: diritto primario di ogni creatura. Senza giustizia sociale non ci può essere pace. Mettiamoci insieme, lavoriamo per fermare lo sterminio. Educhiamoci alla pace.
• Lottare per crescere uomini migliori…quanta fatica ! Ma quali saranno i risultati? Mi chiedo a volte se ne vale la pena…Se non fosse per il sorriso dei bimbi che mi ascoltano parlare, per la gioia che in tanti momenti mi comunicano, sento in me il desiderio, il dovere di comunicare fiducia nel futuro, di comunicare speranza per un mondo più giusto e in pace.
• La guerra impazza, i bambini muoiono. La crisi avanza? i bambini muoiono. La pace che non c’è fa morire i bambini. La migliore parte di noi. Mentre, ancora a bassa voce, i bambini muoiono.
• Vorremmo tanto …non restare dei mimi…ma vivere davvero…
• Tanta ingiustizia: che Dio abbia pietà di noi.
• Secondo me, tutte le persone sono uguali. Dio ci ha mandato sulla terra per stare insieme senza combattere; ma ora guardiamo l’uno uccidere l’altro; anche un paese uccide le persone di un altro paese; anche loro uccidono i bambini che non capiscono cosa significa la guerra. Mi dispiace dire questo.
• Mi fa paura la “brutalità” dell’uomo; non possiamo scappare; se l’uomo è capace di tanta ferocia io chi sono veramente?
• I politici fanno proposte e proponimenti magari buoni, purtroppo vengono dimenticati. Se guardassero alcune foto dei bambini e genitori sofferenti, potrebbero impegnarsi di più per portare avanti quelle proposte.
• Bimbi vogliono guardare. Per guardare ad est almeno 10 bambini devono salire uno sulle spalle dell’altro…e l’ultimo, in alto, rischia la vita…per guardare ad est… I campi di concentramento avevano, per cinta, una rete; questo come lo chiamiamo?
• La guerra è una cosa, non è una cosa ma una tragedia che uccide la gente che non ha colpa, bambini in nocenti, anche questa gente, ha il diritto di vivere e di godersi la vita. Non so questa gente che fa la guerra cosa pensano di ottenere uccidendo questi bambini, questi esseri umani.
• Che la violenza che colpisce questi paesi resti fuori dai nostri cuori, dai nostri comportamenti, dalla nostra vita quotidiana; che si riesca/si voglia conservare attenzione, gentilezza, delicatezza, rispetto verso noi stessi e gli altri; che si riesca a volere bene/a volere il bene del nostro vicino, del nostro prossimo, chiunque esso sia.
• Nota: il dubbio che mi rimane di questa guerra è che forse non è lecito prendere le parti dell'una o dell'altra fazione. La guerra è negativa in sè e i risultati, in termini di morti, dipendono unicamente dalle possibilità economiche e tecnologiche di ciascuna parte.
Il vero vincitore, e io prego che questo momento arrivi presto, sarà quello che vivrà e proporrà per primo concretamente la PACE, anche se mi rendo conto che è proprio difficile: la memoria della storia di ciascun popolo non si può cancellare, il perdono è un cammino pieno di ostacoli, è un rinunciare a qualcosa di concreto e presente per iniziare a sperare in un futuro migliore.
• Mirella conclude con questo pensiero:
“L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e farlo durare e dargli spazio.”
Italo Calvino da: Le citta’ invisibili (1972)
Ringraziamo tutti per aver partecipato con il coraggio di piccoli gesti, quasi un gioco, e per la straordinaria intensità di parole che hanno saputo affrontare l'intero freddo dell'inverno.
Rientriamo dal giardino, per un bicchiere di tè caldo. |