Lettera familiare della Casa sul Pozzo 68

Carissimi,

in questo mese di ottobre abbiamo vissuto alla casa sul Pozzo due ricorrenze impegnative e belle. Sono trascorsi 150 anni, dal 24 ottobre 1870, giorno della pasqua di Antonio Maria Claret. La morte è stato il suo amen alla vita. Ancora nell’ottobre, la nascita della comunità di via gaggio, prendendo come riferimento il mese nel quale siamo andati, Roberto ed io, ad abitare a Malgrate, con il permesso dei superiori dell’istituto, per vivere un servizio per i giovani e con i giovani.

Cosa abbiamo fatto in questi due giorni?

Non ci siamo fermati a sfogliare gli album dei ricordi o a rivedere le persone di una volta o a fare sintesi di quanto vissuto.

Abbiamo ringraziato, stupiti, per un tempo così lungo di vita, per le persone che hanno generato fiducia e con le quali abbiamo condiviso tanto.

Mi è sembrato anche nello stile essenziale e sobrio una memoria vissuta mentre continui a camminare.

Emanuela Pizzardi ci ha introdotto al libro di Alberto Guasco con una passione lucida e comunicativa. Il coro ha commentato i testi dell’Eucaristia con una adesione molto bella.

Raccolgo questi due eventi mentre stiamo attraversando la sfida della ripresa impietosa del covid 19. Abbiamo deciso di sottoporre tutto il nostro lavoro alla casa alla supervisione tecnica per la sicurezza espressa nel dottor Volpi e per la comunità in Giampiero.

Facciamo passare tutto da loro perché vogliamo continuare tenacemente a incontrare e a fare vita con gli adolescenti e i giovani.

Diversi volontari ci stanno seguendo non più fisicamente; offrono la loro competenza attraverso i mezzi di comunicazione via computer.

Oggi e nella prima settimana di novembre vivremo due appuntamenti impegnativi: il consiglio di amministrazione dell’associazione e l’équipe allargata su Crossing.

Apro alcune riflessioni su e come stiamo vivendo questo tempo. È un tempo difficile; siamo costretti dalla pandemia e abbiamo lo sguardo su come ce la possiamo fare educativamente ed economicamente ad andare avanti. Come tutelare la salute di tutti ma anche gli stipendi per chi lavora nella casa ed il pane per quanti la abitano.

Come vivere tutto questo da fratelli, rispondendo non solo alle domande esplicite ma anche alla stessa presenza o assenza degli adolescenti/giovani?

Quale capacità di resilienza dobbiamo continuamente attivare e come ci educhiamo reciprocamente a farla diventare metodo costante del nostro vivere.

Alla città di Lecco, nella quale si è succeduta una nuova squadra per la conduzione politico/sociale, quale contributo offrire? Lo abbiamo scritto nel testo Ri-partire; lo abbiamo indicato come metodo nel calendario 2021 che sarà nelle nostre mani nelle prossime settimane e che abbiamo intitolato: è tempo di ri-partire da fratelli.

Gli antichi cristiani avevano raccolto nella Lettera a Diogneto la propria dinamica. Ne riporto un frammento che tutti abbiamo masticato tante volte: A dirla in breve, come è l’anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani. L’anima è diffusa in tutte le parti del corpo e i cristiani nelle città della terra […] l’anima è racchiusa nel corpo ma essa sostiene il corpo; anche i cristiani sono nel mondo come in una prigione, ma essi sostengono il mondo; anche i cristiani vivono come stranieri tra le cose che si corrompono, aspettando l’incorruttibilità nei cieli (A Diogneto, VII)

Come vivere questo tempo?

In un tempo di divieti, di norme di protezione da osservare, ci chiediamo di vivere in uno stile di sobrietà partecipando alla fatica di tutto il mondo; come abbiamo vissuto i due eventi del 24/25 ottobre segnando il tutto con molta essenzialità.  

Dobbiamo rinunciare liberamente e spontaneamente a qualcosa: dall’uso del tempo, degli spazi, del cibo, delle spese che possiamo rimandare. Non possiamo rinunciare all’ospitalità e alla condivisione con quanti sono in difficoltà. Lo facciamo nella memoria di quanti ci hanno trasmesso e consegnato le loro vite. I nomi di alcuni di loro li abbiamo scritti sul Muro della Memoria e li abbiamo uniti e richiamati nell’Eucaristia del 25 celebrata nel cortile della Casa.   

Siamo gente con i piedi per terra e non ci passa per la mente il negare il male o l’arroccarci su posizioni ideologiche.  Abbiamo chiamato trauma l’evento covid, che vuol dire rottura e facciamo fatica ora a ripartire; non è così semplice vivere nella casa oggi senza chiudere porte e far suonare campanelli. Non sappiamo nemmeno se ne usciremo fuori, quando ne usciremo e come ne usciremo.  La vita ci ha educato a sperimentarci abitati dal bene e dal male, dalla luce e dal buio e il tutto vissuto non con la chiarezza del bianco e nero. C’è tanto grigio in ognuno e nelle storie che incontriamo.

Mi continuo a domandare: come si resiste ad un trauma così forte e come si ripensa la vita e il servizio? Qual è il residuo di male che rimane in noi e nelle attività che facciamo? il compito che ci aspetta è quello inaggirabile della convivenza forzata con il virus, così si era espresso lo psichiatra Recalcati, aggiungendo: bisogna imparare a non negare il male ma a sostare di fronte ad esso, a sopportare il suo peso. È una postura mentale ma è anche un’altra tremenda lezione di questo virus: precipitarsi verso l’uscita della crisi essendo ancora dentro la crisi rende i nostri comportamenti scomposti e irrazionali. Non dobbiamo nasconderci che siamo di fronte ad una tendenza profonda della vita umana: negare la morte, il male, il negativo nel nome dell’illusione di una vita senza ferite e senza traumi.  

Abbiamo cancellato molte delle attività di accoglienza e nell’incontro di ieri, venerdì, Ruggero Meles referente per il Cpia per i giovani che accompagniamo il mercoledì mattina ci ha detto della sospensione temporanea del progetto perché la scuola li accompagna per via telematica. È una difficoltà che sentiamo profondamente.

Oggi, nel Consiglio di Amministrazione della Comunità di via Gaggio abbiamo dedicato una lunga riflessione sul progetto crossing e ci saranno le integrazioni il prossimo mercoledì nella riunione dell’équipe. L’impegno di tutti è rendere realizzabile ogni giorno il progetto per il bene di tutti.

Abbiamo preso visione della condizione dell’economia in un tempo di maggiori difficoltà economiche, programmati i pagamenti e abbiamo messo attenzione su tre momenti: il mercatino di Natale, la promozione del Calendario 2021 e del libro Claret.

L’Informazione finale suggerisce la visione del video girato da Carlo Limonta su Crossing Inspiration dell’estate passata. Trailer (versione breve 1,5 minuti) https://youtu.be/Xq8jlzc02C8

Video completo (18 minuti) https://youtu.be/q3-uRDg_9A0 In ogni caso anche sul sito nella sezione “media” http://www.comunitagaggio.it/media/

Buon tempo di re-esistenza.

Angelo